Bradshaw (Alzheimer Europe): "Più informazioni e investimenti, meno stigma"
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Bradshaw (Alzheimer Europe): "Più informazioni e investimenti, meno stigma"

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - "Dobbiamo garantire che le persone a cui viene diagnosticata la malattia ricevano un sostegno post-diagnostico. Questo significa che avranno meno paura. Saranno sostenute. Capiranno che esistono sistemi di assistenza e dovranno capire cosa fare: come si ottiene una diagnosi? A chi ci si rivolge? I medici di base devono essere

informati per essere attenti ai cambiamenti che potrebbero indicare la demenza e indirizzare rapidamente i pazienti verso cure specializzate. Quindi abbiamo bisogno di tre cose: più informazioni, meno stigma e maggiori investimenti nei sistemi sanitari, in modo che in Europa le persone non siano più lasciate sole, senza diagnosi". Così Angela Bradshaw, Director for Research Alzheimer Europe, intervenendo a Roma all'evento internazionale 'MindShift - A cross-country mission to reshape Alzheimer's Care', che ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti dei pazienti da 12 Paesi per accelerare la trasformazione della cura dell'Alzheimer.  

"Esiste un divario davvero enorme - ha spiegato - tra il numero di persone affette da demenza che vivono nelle comunità e quelle che non vengono diagnosticate, quella maggioranza invisibile di persone che non vengono viste né dalla società né dai sistemi clinici e sanitari. Dobbiamo affrontare lo stigma della demenza affinché le persone non abbiano più paura di rivolgersi al medico se presentano sintomi, in modo che le famiglie capiscano che la demenza è una malattia, non una conseguenza naturale dell’invecchiamento". 

"Nel nostro Dementia Monitor 2023 - ha aggiunto Bradshaw - abbiamo parlato con tutte le nostre associazioni affiliate per capire quali fossero le cure, l'assistenza sanitaria e gli altri aspetti disponibili. Il quadro che è emerso è risultato molto eterogeneo. In alcuni Paesi, ad esempio, l'accesso alle iniziative a misura di demenza era ottimo, mentre quello alle tecniche diagnostiche avanzate era molto limitato. Ciò che noi di Alzheimer Europe, in qualità di rappresentanti del movimento europeo per la demenza, auspichiamo ora - ha concludo - è una strategia paneuropea per lo screening, la diagnosi, il trattamento, il sostegno e l’assistenza, affinché nessuno venga lasciato solo e le persone possano accedere tempestivamente al sostegno di cui hanno bisogno". 

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