Farmaceutica, Lorenzin (Pd): "Europa decida se vuole restare protagonista"
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Farmaceutica, Lorenzin (Pd): "Europa decida se vuole restare protagonista"

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - “Ci troviamo ad affrontare una fortissima crisi esogena: da un lato siamo schiacciati dalle politiche protezionistiche e dai dazi americani sul mercato europeo, dall'altro subiamo la forte competizione cinese. Per citare i dati sulla ricerca clinica, la Cina è passata in pochissimi anni da una quota del 6% a oltre il

35%, erodendo una grande fetta del mercato globale, tanto che l'Europa ha perso più di un terzo della sua capacità attrattiva. Intorno alla ricerca, allo sviluppo e a riflessioni cruciali come l'autosufficienza sulle materie prime, si gioca una partita mondiale che coinvolge l'intero settore delle scienze della vita. L'Europa deve decidere se vuole continuare a esserne protagonista. Il rischio concreto, con le regole che ci stiamo dando in questa fase, è di essere completamente tagliati fuori, schiacciati tra Stati Uniti e Cina”. Così la senatrice Beatrice Lorenzin, partecipando all’incontro ‘Competitività, investimenti e accesso all’innovazione in sanità: una sfida per l’Europa’, promosso a Roma da Ucb in collaborazione con l’Ambasciata del Belgio in Italia. 

Per la senatrice “la competitività attuale dell'Europa e dell'Italia si gioca sulla capacità di presidiare le traiettorie dell'innovazione. Senza ricerca non c'è innovazione, senza innovazione non c'è competizione industriale - continua - e senza competizione industriale non c'è lavoro. Questa è la catena in cui l'Italia si inserisce storicamente il primo Paese nel settore farmaceutico per produttività e innovazione, nonché il secondo Paese manifatturiero in Europa”. Il settore è “iper-complesso” e al suo interno “tutto è interconnesso: dai livelli di istruzione e formazione fino al sistema regolatorio. La prima misura che adotterei - afferma Lorenzin - sarebbe la creazione di un sistema regolatorio europeo adattativo, ovvero capace di rispondere in tempo reale alle sfide e alle pressioni competitive che subiamo dagli altri mercati, una flessibilità che oggi ci manca”. 

“Il nostro modello attuale si basa su meccanismi ormai superati e non ci permette di reagire tempestivamente alle dinamiche globali sottolinea la senatrice -Abbiamo bisogno di un sistema che protegga le nostre industrie, le nostre università e le nostre eccellenze nella ricerca”. A questo si aggiunge un altro elemento “fondamentale” per restare competitivi nel settore: “il capitale umano, la grande ricchezza dell'Europa è sempre stata, e rimane, questa - rimarca - Se perdiamo il nostro capitale umano, perdiamo la nostra risorsa più grande”. 

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