(Adnkronos) - Per i pazienti con Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), che in Italia colpisce tra il 2,4% e il 3,3% della popolazione - quasi 2 milioni di persone - si apre “una nuova fase nel percorso di accesso alle cure”. Così, in una nota, l’Associazione pazienti Bpco e Cittadinanzattiva commentano
Tra i principali elementi di novità - riporta una nota - figurano la rimozione del piano terapeutico per le triplici terapie a unico inalatore, l’apertura della prescrivibilità da parte di tutti gli specialisti e del medico di medicina generale per questa classe di farmaci, e l’aggiornamento dei criteri prescrittivi in allineamento con le più recenti raccomandazioni Gold 2026, a supporto di una gestione della Bpco basata sulle evidenze e centrata sui bisogni del paziente, favorendo un più tempestivo, uniforme e appropriato accesso alle cure, valorizzando al contempo il ruolo della medicina territoriale.
“L’ufficialità dell’aggiornamento della Nota 99 e della rimozione del piano terapeutico per la prescrizione della triplice terapia a unico inalatore - afferma Salvatore D’Antonio, presidente Associazione pazienti Bpco - rappresentano un passo avanti concreto per le persone che convivono con una patologia fortemente impattante sulla qualità di vita. Questo intervento elimina un ostacolo a un accesso più tempestivo alle cure, consentendo al paziente di poter accedere alla terapia più adatta ai propri bisogni clinici superando quelle complessità che, fino a oggi, hanno spesso rallentato l’accesso a opzioni terapeutiche appropriate, con ricadute concrete sulla qualità di vita delle persone. Per chi vive con una patologia cronica come la Bpco - chiarisce - la semplificazione del percorso prescrittivo e, da oggi, anche la possibilità da parte della medicina generale di prescrivere questa classe di farmaci, vanno nella direzione di una sanità più vicina ai bisogni dei pazienti, nell’ottica di velocizzare l’accesso ai trattamenti e ridurre disuguaglianze e ritardi che fino a oggi hanno inciso significativamente sui percorsi di cura, soprattutto per persone fragili, più anziane o con maggiore difficoltà di accesso ai servizi specialistici. Questo traguardo rappresenta il coronamento di un impegno portato avanti in questi anni dalla nostra Associazione insieme alla comunità clinica, nell’ottica di favorire una gestione più efficace della malattia e abbattere le disuguaglianze, come già avvenuto negli altri Paesi europei”.
La gestione delle patologie croniche “rappresenta una delle principali sfide per il nostro Servizio Sanitario Nazionale, e richiede risposte sempre più efficaci sul piano dell'organizzazione dei servizi, della continuità assistenziale e dell'equità di accesso alle cure – spiega Tiziana Nicoletti, responsabile coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici e rari di Cittadinanzattiva (CnAmc) – Per molte persone convivere con una malattia cronica significa ancora oggi affrontare percorsi spesso complessi, caratterizzati da ritardi diagnostici, difficoltà nella presa in cura e disuguaglianze territoriali che rischiano di compromettere l'effettività del diritto alla salute. In questo contesto - aggiunge - l’aggiornamento della Nota 99 rappresenta una misura importante, perché va nella direzione di semplificare i percorsi di cura, ridurre la burocrazia legata alla gestione del paziente e superare le disuguaglianze di accesso ai trattamenti che ancora persistono in una patologia cronica come la Bpco”.
Cittadinanzattiva accoglie “positivamente questa novità normativa, che riduce gli ostacoli che molti cittadini incontrano nel proprio percorso di cura e rafforza anche il ruolo della medicina generale, contribuendo a una gestione della patologia più tempestiva e promuovendo una sanità più vicina, più equa e rispondente alle esigenze concrete delle persone. Si tratta di un segnale importante - osserva Nicoletti - perché va nella direzione indicata anche dal nuovo Piano Nazionale della Cronicità, che punta a garantire percorsi assistenziali più semplici, integrati e accessibili, riducendo gli ostacoli che ancora oggi limitano l'accesso alle cure”.
“Negli ultimi anni il Servizio sanitario nazionale ha intrapreso un progressivo cambiamento verso una logica diversa di governo dell'appropriatezza terapeutica, che mira a coniugare accesso all’innovazione e sostenibilità – evidenzia Francesca Patarnello, Vice President Market Access & Government Affairs AstraZeneca Italia – Oggi l'appropriatezza terapeutica può essere garantita fin dalle fasi iniziali del percorso di cura, grazie alla disponibilità di solide evidenze cliniche, a una conoscenza più approfondita dei bisogni dei pazienti e a una crescente standardizzazione dei percorsi terapeutici. In questo contesto, anche gli strumenti che regolano l'accesso alle cure sono chiamati ad evolvere, favorendo percorsi assistenziali più semplici, tempestivi ed efficaci. Lavorare ogni giorno per garantire una maggiore accessibilità alle terapie per il paziente rappresenta un nostro impegno costante, e l'aggiornamento della Nota 99 ne è un ulteriore tassello: un segnale chiaro verso un modello di presa in carico più tempestivo e vicino ai bisogni delle persone, con potenziali benefici in termini di aderenza, qualità di vita e uso più efficiente delle risorse del Ssn. Tali benefici - conclude - sono stati recentemente pubblicati in uno studio che stima come una maggiore adozione della triplice terapia a unico inalatore potrebbe generare un risparmio per il Ssn di circa 646 milioni di euro nell’arco del decennio”.
