(Adnkronos) - L'acalasia esofagea è una malattia neuromuscolare rara dell'esofago che ostacola il corretto passaggio di cibo e liquidi verso lo stomaco. In condizioni normali, le pareti dell'esofago si contraggono in modo coordinato per spingere il cibo verso il basso, e la valvola situata alla fine dell'esofago si rilassa per farlo
Quali sono gli esami principali per arrivare a una diagnosi certa? "La confusione con il reflusso gastroesofageo è purtroppo molto comune nelle fasi iniziali, perché il bruciore di stomaco e il rigurgito sono sintomi sovrapponibili. Per una diagnosi certa occorre eseguire la manometria esofagea ad alta risoluzione. Il test misura con precisione le pressioni e i movimenti dell'esofago durante la deglutizione. Altri esami di supporto sono la radiografia con bario (la radiografia delle prime vie digerenti), che mostra la tipica forma a "becco d'uccello" dell'esofago, e l'endoscopia digestiva ovvero la classica gastroscopia che serve per escludere altre cause di disfagia.
Quali sono le opzioni terapeutiche disponibili oggi? “Come accade per tante malattie rare, non esiste una cura vera e propria. L'uso esclusivo di farmaci per via orale - avverte - non costituisce una terapia definitiva né assolutamente efficace. Tuttavia, le medicine vengono impiegate come soluzione temporanea in attesa che il bambino possa sottoporsi ai trattamenti risolutivi, che in età pediatrica e adulta sono di tipo endoscopico e chirurgico”. Quali sono e come cambia la qualità della vita dopo il trattamento? “Le opzioni principali sono tre: la dilatazione endoscopica, che utilizza un palloncino per sfiancare meccanicamente le fibre muscolari della valvola; la Poem (Miotomia Endoscopica Perorale), cioè una tecnica mininvasiva eseguita interamente per via endoscopica, che consiste nel tagliare le fibre muscolari dello sfintere. C’è - aggiunge - poi l’opzione dell’intervento chirurgico (solitamente laparoscopico) che associa al taglio del muscolo una plastica antireflusso per evitare l’inevitabile reflusso gastroesofageo che spesso si associa alle 2 procedure endoscopiche precedentemente descritte. Dopo aver effettuati uno di questi trattamenti, la qualità della vita dei pazienti migliora in modo drastico: tornano a mangiare quasi normalmente, riacquistano il peso perso e spariscono i dolori".
