A 24 anni dal bypass scopre un filo migrato nel cuore, il caso di un 81enne
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Gio, Ott

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A 24 anni dal bypass scopre un filo migrato nel cuore, il caso di un 81enne

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - Un 81enne durante i controlli di routine perché cardiopatico, e con un bypass aorto-coronarico inserito 24 anni fa, scopre che dopo quell'operazione gli è stato lasciato un filo guida per pacemaker temporaneo (Tepw) che poi con il tempo è migrato nella parte sinistra del cuore. Questo filo è un sottile

filamento metallico utilizzato per inserire e guidare correttamente l'elettrocatetere di stimolazione transvenosa all'interno delle cavità cardiache. La scoperta ha colto di sorpresa il paziente e i medici che però hanno deciso di lasciare tutto com'era. "Il filo non aveva causato alcun danno per oltre due decenni. Inoltre, il rischio associato alla rimozione chirurgica a cielo aperto superava nettamente qualsiasi plausibile beneficio". Il caso clinico è raccontato in un articolo pubblicato su 'Jacc' (The Journal of the American College of Cardiology).  

I fili per la stimolazione epicardica temporanea "vengono abitualmente posizionati dopo la cardiochirurgia e rimossi al letto del paziente alcuni giorni dopo l'intervento - si legge -. Quando la rimozione del filo non riesce, la prassi standard prevede di tagliarlo a raso con la pelle. Alcuni chirurghi preferiscono recidere il filo di proposito anziché rimuoverlo. Nella maggior parte dei pazienti, i frammenti di filo rimasti in sede non comportano conseguenze. Raramente, il frammento di Tepw residuo migra dalla superficie epicardica e le conseguenze possono essere catastrofiche". Il caso riportato nell'articolo non è né tipico né catastrofico. "È raro che un filo residuo attraversi il setto interatriale e la valvola mitralica per poi alloggiarsi nel ventricolo sinistro nell'arco di 24 anni, rimanendo del tutto asintomatico", chiosa il documento.  

Gli autori rilevano "che il principio del 'less is more', ovvero meno è meglio, non è stato adottato in cardiologia nella stessa misura di altre specialità. Il caso in esame – con il suo decorso silenzioso di 24 anni, dall'intervento di bypass aorto-coronarico alla scoperta accidentale di un frammento di filo metallico nel ventricolo sinistro, fino a un follow-up di un anno privo di complicanze – rappresenta un piccolo contributo a tale base di evidenze. Sebbene le indicazioni all'intervento elencate dagli autori siano reali e debbano essere rispettate, ciò - riporta il documento - non dimostra che un approccio conservativo sia sempre la scelta appropriata. Il caso dimostra che la sola presenza di un corpo estraneo metallico nelle sezioni sinistre del cuore, in un paziente asintomatico, non costituisce di per sé un'indicazione all'intervento chirurgico. A volte, la decisione clinica più ponderata è quella di astenersi dall'agire".  

 

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