(Adnkronos) - "La piastrinopenia immune è una malattia rara che, nella narrazione corrente, viene attribuita ai giovani di sesso femminile. In realtà è trasversale: anche le persone anziane possono avere una piastrinopenia immune, oltre naturalmente ai giovani e ai bambini. È una patologia non banalissima, in quanto
"La situazione sta cambiando in maniera vertiginosa perché abbiamo a disposizione varie classi di farmaci che possono incrementare il numero di piastrine - prosegue De Stefano - Con la splenectomia, cioè la rimozione della milza, organo dove avviene la distruzione del complesso antigene-anticorpo, abbiamo fino al 60% di pazienti liberi dalla malattia nei successivi 10 anni. Ma fortunatamente, negli ultimi 10-15 anni abbiamo a disposizione tutta una classe di farmaci che ci permette di superare questo approccio così invasivo. Possiamo avere terapie ‘one shot’, con somministrazioni di anticorpi monoclonali e quindi una manipolazione immunitaria che porta a un riequilibrio del sistema immunitario, oppure farmaci che mantengono la conta piastrinica in maniera cronica e stabile, con un modesto effetto di tipo immunitario".
De Stefano richiama infine l’attenzione sulle difficoltà della ricerca indipendente. "Oggi - conclude - abbiamo vincoli bloccanti da parte dei regolamenti sulla privacy e dei comitati etici che stanno uccidendo la possibilità di fare ricerca indipendente. Attualmente l’unica ricerca importante su larga scala che può essere fatta è quella finanziata dall’industria. Questo va anche bene ma dobbiamo renderci conto che, per tutelare i pazienti, è necessario fare uno sforzo in più".
