Malattie rare, Grandone (Siset): "Non creare allarmismo su trombosi nelle donne"
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Malattie rare, Grandone (Siset): "Non creare allarmismo su trombosi nelle donne"

Salute e Benessere
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(Adnkronos) - Quando si parla di trombosi nelle donne in fase di gravidanza, nel post parto o che assumono la pillola anticoncezionale, "è importante non creare allarmismo. Il rischio da somministrazione di farmaci ormonali, soprattutto a base di estroprogestinici, è modesto e questo va sottolineato”. Così Elvira

Grandone, vicepresidente e presidente eletto Siset, partecipando oggi al XXIX Congresso nazionale della Società italiana per lo studio dell’emostasi e della trombosi. Un appuntamento che rappresenta una grande occasione per tutti i ricercatori italiani di incontrarsi e presentare i più recenti risultati della ricerca nel settore. 

"L’utilizzo di estroprogestinici avviene sia a scopo contraccettivo sia a scopo terapeutico per numerose condizioni che possono influire negativamente sulla fertilità femminile e per le quali la terapia ormonale rappresenta spesso un trattamento necessario - continua l'esperta - Il rischio è assolutamente basso in termini assoluti e tutte le società scientifiche internazionali sono allineate su questo punto. Lo sforzo che dobbiamo fare è identificare, tra le numerose donne alle quali prescriviamo questi prodotti, quelle che meritano un’attenzione particolare. Oggi disponiamo di moltissimi farmaci e, per questo, la terapia deve essere personalizzata, sempre più sartoriale". 

La necessità di una maggiore attenzione alla salute della donna riguarda anche il riconoscimento delle patologie tromboemboliche ed emorragiche. "Queste patologie - chiarisce Grandone - sono spesso poco conosciute, non solo perché alcune sono rare e quindi se ne parla meno rispetto alle malattie che hanno un’incidenza maggiore nella popolazione generale. C’è anche da parte nostra", dei clinici, "una ridotta sensibilità, soprattutto nei confronti di alcune fasce della popolazione meno presenti e meno rappresentate nella letteratura scientifica. Penso, per esempio, alle donne che hanno problematiche legate al ciclo mestruale o sanguinamenti in altre età della vita, anche quando l’epoca riproduttiva è terminata. Si tende generalmente ad attribuire queste manifestazioni a problemi degli organi riproduttivi e non, invece, a possibili alterazioni della coagulazione", conclude. 

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