Farmindustria, 'deroga a brevetti non aumenterebbe produzione vaccini' - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
23
Mer, Giu

Farmindustria, 'deroga a brevetti non aumenterebbe produzione vaccini'

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

"La deroga ai brevetti non servirebbe ad aumentare la produzione né a offrire le soluzioni necessarie per vincere la pandemia. Potrebbe avere invece l'effetto opposto: dirottare risorse, materie prime, verso siti di produzione meno efficienti. E potrebbe determinare l'aumento della contraffazione a livello globale".

Lo evidenzia Farmindustria, in una nota, intervendo sulle aperture di Usa e Ue alla sospensione temporanea dei brevetti sui vaccini anti-Covid.  

L'associazione ricorda come "le difficoltà temporanee che possono verificarsi in un processo così complesso non si superano indebolendo la proprietà intellettuale, né adottando licenze obbligatorie che limitano fortemente la spinta agli investimenti di lungo termine in innovazione farmaceutica, proprio mentre in tutta Europa - rimarca - si guarda al settore Life Sciences per trovare risposte alla crisi sanitaria attuale".  

"Per aumentare la produzione" ribadisce l’associazione "serve ben altro: snellimenti burocratici, eliminazione delle barriere commerciali e dei colli di bottiglia nelle catene di approvvigionamento. O risolvere la questione della scarsità di materie prime e di altri componenti". "La tutela del brevetto – sottolinea Farmindustria - è quindi fondamentale sia per affrontare questa pandemia che ha travolto il mondo intero sia per gestire al meglio i farmaci allo studio".  

"Il settore - evidenzia Farmindustria - investirà tra il 2020 e il 2026 in ricerca e sviluppo oltre 1.500 miliardi di dollari a livello globale. Per l'80% in network con altri soggetti secondo il modello di open innovation. E l'Italia può certamente competere per attrarre con ottime possibilità di successo questi investimenti. Purché anche da noi si continui a riconoscere, come fatto finora, il valore della ricerca e dell'innovazione".