"Prima si fa la vaccinazione e meglio è. Questo vale per tutta la popolazione italiana, ma in particolare per i pazienti affetti da tumore. E chi ha un tumore del sangue si deve sbrigare, deve correre a fare il vaccino prima possibile". E' l'appello lanciato da Sergio Amadori, presidente nazionale dell'Ail e professore onorario di
"Quello che si riteneva all'inizio della pandemia, e cioè che fosse inutile vaccinare i pazienti affetti da mielofibrosi, da leucemia acuta o linfoma contro il virus perché il loro sistema immunitario non sarebbe stato in gradi di produrre una risposta immunologica anche se non ottimale almeno di sostanza, era sbagliato. Si è visto - sottolinea il presidente Ail - che gli anticorpi li producono anche i pazienti sottoposti a chemioterapia". E "tutte le più importanti società scientifiche italiane e internazionali - afferma - sono concordi nel sostenere che il vaccino è sicuro anche nei soggetti fragili e nei malati onco-ematologici, che vanno spesso incontro a importanti e gravi complicanze in caso di infezione da Coronavirus. Quindi il messaggio è 'vaccinatevi tutti pazienti, familiari e caregiver'. Ail - ricorda infatti Amadori - si è battuta insieme ad altre associazioni per ottenere anche una priorità alla vaccinazione per i familiari dei pazienti e per i caregiver".
