“È di fondamentale importanza che i pazienti con mieloma multiplo abbiano accesso ai migliori trattamenti disponibili secondo un percorso di cura e protocolli basati su solide evidenze cliniche che possano assicurare il più lungo periodo di sopravvivenza possibile e una qualità di vita dignitosa”. Così
L’incontro è stato l’occasione per parlare dell’importanza di un nuovo trattamento che include isatixumab, un farmaco da poco disponibile in Italia, che ha dimostrato, nello studio clinico 'Icaria-Mm', in associazione con pomalidomide (pom-dex) e desametasone, di ridurre significativamente il rischio di progressione di malattia o di morte rispetto al solo regime pom-dex nei pazienti fragili che hanno già avuto due recidive e sono resistenti e refrattari alle cure. "Nonostante i tanto attesi progressi – ha ricordato Luglio - questa malattia ha un forte impatto su una popolazione spesso anziana e che presenta quindi altre morbilità”. Ail, oltre ad essere “accanto ai pazienti e ai loro familiari è da sempre al fianco dei clinici e dei ricercatori per garantire le migliori cure e sostenere gli investimenti in ricerca”, ha concluso luglio ricordando che sui 250 progetti finanziati dall’Associazione, il 10% è sul mieloma multiplo.
Il mieloma multiplo è una malattia del sangue che colpisce prevalentemente gli anziani (l’età media alla diagnosi è di 69 anni) e, in 9 casi su 10, tende a ripresentarsi. Nel 2020, la International Myeloma Foundation ha condotto una meta-analisi e uno studio sui costi diretti e indiretti associati a questa malattia. “Per quanto riguarda i costi indiretti - si legge in una nota di Sanofi - alcuni dati mostrano che l’impatto economico sui pazienti e sui caregiver è associato alle visite in ospedale, alla riduzione delle ore lavorative e all’anticipo della pensione. La perdita di produttività per paziente è stimata tra 290.601 euro (in Spagna) e 308.000 euro (in Germania)”.
