"Oggi viviamo una buona situazione e, a mio giudizio, siamo nella fase terminale di questa battaglia dove il nemico è alle corde e serve un 'ko' e mi riferisco alla armi che in parte abbiamo e in parte stiamo costruendo con le sperimentazioni, gli anticorpi monoclonali. Il vaccino ha dimostrato in modo chiarissima, al di là di
"Sono troppo ottimista? No, sono razionale - rimarca Vaia - perché credo fermamente nella scienza e nella ricerca che deve essere sempre indipendente e lavorare senza influenze di parte". Tornando sui monoclonali, Vaia ha evidenziato che "sono ideati in Italia, dal professor Rappuoli, testati e poi prodotti sempre nel nostro Paese - ha ricordato Vaia - Queste terapie possono essere usate nelle prime fasi della malattia Covid, e abbiamo già esperienza di un'efficacia oltre il 90%, ma di poter essere usati per profilassi quando abbiamo persone che rispetto al vaccino hanno non avuto una risposta anticorpale perché sono immunodepressi, trapiantati, dializzati o pazienti oncologici. A questi diamo il vaccino, anche terza dose, ma visto che la risposta come ci dicono alcuni studi può essere solo al 50%, insieme diamo anche gli anticorpi per superare la fase acuta e guarire la persona".
