Covid, scoperto 'anticorpo universale'
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
02
Gio, Apr

Abbiamo 2538 visitatori e nessun utente online

Covid, scoperto 'anticorpo universale'

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Un nuovo anticorpo 'jolly', potenzialmente efficace contro un'ampia varietà di Coronavirus. Dal Sars-CoV-2 di Covid-19, varianti comprese, al Sars-CoV-1 della Sars, la sindrome respiratoria acuta grave che divenne epidemia mondiale tra il 2002 e il 2004, fino a ipotetici 'Sars-CoV-3' e 'Sars-CoV-4' che potrebbero comparire in futuro. La

speranza di un'arma 'universale', da utilizzare in terapia e in prevenzione, arriva da uno studio americano pubblicato su 'Science Translational Medicine'. Frutto di una collaborazione tra ricercatori della Duke University di Durham e della University of North Carolina (Unc) di Chapel Hill, il progetto è sostenuto da diversi organismi Usa fra cui il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Niaid, Nih), nonché dal Dipartimento della Difesa.  

L'anticorpo è stato identificato da un team del Duke Human Vaccine Institute (Dhvi) e testato su modelli animali alla Unc di Chapel Hill. Per isolarlo il gruppo di Barton Haynes, direttore di Dhvi, ha analizzato il sangue di un paziente Covid e di uno che era stato infettato dal virus Sars-CoV-1 della Sars. Su un totale di oltre 1.700 anticorpi individuati, gli scienziati ne hanno trovati 50 in grado di legarsi sia al virus della Sars sia a quello di Covid. Fra questi uno sembrava particolarmente potente, capace di agganciare anche svariati altri coronavirus animali. Testato dall'équipe Unc di Ralph S. Baric, l'anticorpo selezionato è riuscito sia a contrastare l'infezione una volta avvenuta sia a ridurre al minimo il numero di infezioni. 

"Questo anticorpo si lega al Coronavirus in una posizione conservata attraverso numerose mutazioni e variazioni - sottolinea Haynes -. Di conseguenza può neutralizzare una vasta gamma di questi microrganismi", presenti e futuri, ossia ancora non 'saltati' dall'animale all'uomo.  

"I risultati - auspica Baric - forniscono un modello per la progettazione razionale di strategie vaccinali universali, che siano a prova di variante e forniscano un'ampia protezione dai coronavirus noti ed emergenti". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.