Lockdown per chi è senza vaccino? Se i contagi da Covid in Italia continueranno ad aumentare e le vaccinazioni non cresceranno fino a raggiungere il traguardo del 90% di immunizzati, "le scelte" possibili "non saranno molte: o proseguire con le misure restrittive, imponendole anche a chi si è vaccinato, oppure introdurre delle
La distinzione, spiega, è che "chi si è vaccinato lo ha fatto nella consapevolezza di proteggere se stesso e gli altri, e di garantire al nostro Paese un ritorno graduale alla normalità", mentre gli altri non hanno ancora dimostrato questa consapevolezza. E "allora noi dobbiamo assolutamente proseguire nella campagna vaccinale, ma credo che non sia corretto che chi oggi si è vaccinato continui a dover sopportare misure restrittive a causa di una minoranza che non si è ancora vaccinata". Un concetto che il sottosegretario ripete più volte, perché "credo che questo dobbiamo dirlo con chiarezza". Ossia "non credo che sia corretto - insiste - che coloro che si sono vaccinati, dimostrando un grande senso di responsabilità e garantendo anche ai non vaccinati di poter usufruire di molte libertà, del ritorno graduale alla normalità, debbano subire ulteriori restrizioni a causa di chi ancora non si è vaccinato".
"Ciò che ci difende dal virus è il vaccino, non il tampone", puntualizza Costa. "Il punto è che dobbiamo aumentare le vaccinazioni e convincere in qualche modo quegli oltre 2 milioni e mezzo che non si sono ancora vaccinati e che ci permetterebbero di arrivare al 90% degli immunizzati", e per raggiungere questo obiettivo non va esclusa, secondo il sottosegretario, la strada dell'obbligo vaccinale per categorie. Quali? Le più a rischio se esposti a Sars-CoV-2 sono gli "ultra 50enni e 60enni, e chi lavora a stretto contatto con il pubblico", ricorda Costa, precisando comunque che "ci sono riflessioni da fare e ci possono essere tanti criteri".
