La vaccinazione contro l’herpes zoster è entrata a far parte del Piano nazionale di prevenzione vaccinale nel 2017 ma da quest’anno, grazie ad uno straordinario lavoro di ricerca, c’è la disponibilità di un nuovo vaccino che ha registrato risultati importanti in termini di efficacia. E dal 54esimo
L’herpes zoster, noto anche come fuoco di Sant’Antonio, ha effetti invalidanti nella vita dei pazienti che ne sono colpiti. Le complicanze sono significative: la nevralgia post erpetica è causa di dolori spesso terribili e non esiste al momento una terapia soddisfacente. Appare evidente che questa patologia può avere conseguenze più gravi nei pazienti fragili, da quelli con patologie coronariche a quelli oncologici. Il nuovo vaccino ha una risposta più che soddisfacente in termini di copertura, che non mostra segnali di diminuzione con il passare del tempo. Meno soddisfacenti sono però i risultati sul fronte della vaccinazione, ad ora lontanissima dall’obiettivo del 50% previsto dal Piano vaccinale.
“Noi, nella regione Lazio, siamo partiti dal punto di vista della vaccinazione antinfluenzale e – aggiunge Ieraci – stiamo lavorando per far sì che anche questo nuovo vaccino sia disponibile soprattutto per i soggetti immunodepressi e immunosoppressi che ne hanno tanto bisogno. E qui io ci metto la larga messe dei pazienti oncologici e dei pazienti in trattamento con farmaci biologici e immunosoppressori, che sono tantissimi e hanno bisogno di avere una protezione adeguata e specifica nei confronti di una malattia temibile come l’Herpes Zoster".
