"Non solo l'inquinamento esterno è il principale trigger di asma, broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) e cancro, anche l'aria domestica può nuocere alla salute dei polmoni. Servono case più efficienti e green, costruite o ristrutturate secondo criteri di sostenibilità ambientale. Per migliorare l'aria nella
All'incontro - moderato da Federico Luperi, direttore Innovazione e Nuovi media di Adnkronos - hanno partecipato Lorenzo Cecchi, presidente eletto dell'Associazione allergologi, immunologi italiani territoriali e ospedalieri (Aaiito), e Andrea Lenzi, presidente Health City Institute e presidente del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita (Cnbbsv) della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Al centro del dibattito l'ambiente urbano: come e quanto incide sulla salute agendo su diversi livelli, dall'esposizione della popolazione a fattori di rischio legati a un ambiente fisico inadeguato, ai cambiamenti sociali che alterano comportamenti individuali, stili di vita e alimentazione. Nelle città si diffondono malattie infettive (non ultimo il Covid) e, soprattutto, si innescano meccanismi (alimentazione e sedentarietà) che aumentano il rischio di malattie croniche non trasmissibili: diabete, Bpco, obesità e malattie cardiovascolari.
"L'inquinamento ambientale - sottolinea lo pneumologo - non solo causa un mal controllo dell'asma (patologia che colpisce una persona su 10), ma è il più importante trigger di malattie respiratorie. Tra queste la Bpco, malattia poco nota nonostante sia la terza causa di morte al mondo, dovuta a fumo di sigaretta, esposizione a polveri e a fattori che vanno a indurre un danno cronico e permanente delle vie respiratorie, e patologie neoplastiche come il cancro polmone. Ci sono molti studi che dimostrano uno stretto legame tra inquinamento e patologie neoplastiche, in particolare del polmone".
Nel 2008 le persone decedute per inquinanti ambientali "sono state 1,3 milioni - ricorda Bagnasco - Dopo soli 4 anni, nel 2012, sono saliti a 3,7 milioni. La maggior parte di questi decessi è dovuta a patologie cardiovascolari e a patologie dell'apparato respiratorio. Dunque l'inquinamento ha ruolo importante per le malattie dell'apparato respiratorio. Torno sull'esempio del paziente asmatico: ha le vie respiratorie già infiammate sulle quali agiscono inquinanti che non favoriscono la guarigione o il controllo della malattia ma, al contrario, agevolano l'infiammazione".
Anche il fumo di sigaretta "è causa di inquinamento", evidenza Bagnasco che aggiunge: "Per produrre 15 pacchetti di sigarette occorre abbattere un albero. Immaginate quanti alberi vengono tagliati e consumati. Fumare per 50 anni un pacchetto di sigarette al giorno, inoltre, significa consumare 1,4 milioni di litri d'acqua e produrre 5 tonnellate di anidride carbonica. Smettere di fumare non solo fa bene alla salute del singolo, perché significa bloccare un'attività che causa danni come asma e tumore, ma fa bene anche alla salute dell'ambiente", conclude.
