Vaccino covid e quarta dose a partire da maggio. "Le tre varianti del virus sono nate nei Paesi meno attenti. Ora bisogna spingere con la terza dose e da maggio la quarta", dice al Messaggero Walter Ricciardi, secondo cui a gennaio l'impennata dei contagi sarà impetuosa, ma l'Italia quest'anno ha lottato bene contro il virus. Però
“Ora bisogna accelerare sulla terza dose - ribadisce Ricciardi - Poi sì, ci sarà bisogno di una quarta, ma io la chiamerei richiamo. E comunque non si partirà prima di alcuni mesi, a maggio o giugno. Il sistema di testing e tracciamento resta un perno essenziale della strategia dì contenimento del virus ma dovrebbe avere una regia coordinata da parte di Stato e regioni. Comunque l'attivismo dei cittadini che si auto-cautelano è un bene. Per l'aumento dei casi le norme che abbiamo si sono dimostrate efficaci. L'impennata dei casi è impetuosa ma grazie al vaccino preme poco sulla rete ospedaliera rispetto al passato. A gennaio andremo oltre i 100mila contagi al giorno. Non credo tornerà il lockdown totale però: le regioni diventeranno arancioni e rosse, con le limitazioni che conosciamo. Ci saranno restrizioni solo per i No vax, perché a pesare sui sistemi sanitari saranno loro”.
Sull’ipotesi di rinviare la riapertura delle scuole, Ricciardi afferma che “il governo non vuole farlo. Si punterà a un salto di qualità nella gestione delle classi. Oltre a testare e tracciare gli studenti in caso di contatto, per cui ora è in campo il commissario Figliuolo, va migliorata la gestione dell'ambiente. Assieme a mascherine e distanze serve un monitoraggio costante dell'aria con indicatori dell'anidride carbonica che permettano un corretto ricambio d'aria. Se apri le finestre nel momento sbagliato non serve a nulla, se lo fai sempre fai ammalare i ragazzi”. Quanto alla presenza dei no vax nei media, secondo Ricciardi “alcune radio e tv gli hanno dato spazio eccessivo, confondendo le carte in tavola. Il problema è che molti non hanno le competenze giuste: i veterinari parlano di virus umani e i virologi dialogano di sanità pubblica”.
