(Adnkronos) - "Ho smesso di lavorare a causa della retinite pigmentosa. Non accettavo questa condizione, avevo paura di me stesso e degli altri. Dopo anni, ho iniziato a parlare della malattia, farlo mi è servito a trovare serenità, è stato ed è terapeutico. Credo, quindi, che una campagna come #TheRAREside possa
Totò Cascio è il protagonista di “A occhi aperti”, cortometraggio prodotto da Rai Cinema e Movimento Film per Fondazione Telethon (dal 12 dicembre disponibile anche su Raiplay), per la regia di Mauro Mancini. Protagonista di questo film è soprattutto l’esperienza di vita di Totò, attore noto per aver interpretato nel 1988 il bambino di Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore: Totò, infatti, ha la retinite pigmentosa, una rara forma di cecità ereditaria.
"Ancora una volta – spiega - sono il personaggio di un film, ma questa volta sotto un’altra luce: quella di Totò non più bambino appassionato di cinema, ma di Totò che affronta la sua malattia. E non c’è spazio per la finzione. Dunque, per uscire dal labirinto della paura che inevitabilmente si intraprende quando c’è di mezzo una patologia, la soluzione è una sola: parlarne".
Il cortometraggio, racconta Cascio, “è stato un lungo percorso di accettazione, di consapevolezza. All’inizio - ricorda - ho fatto molta fatica, vissuto anni difficili. Ho smesso di lavorare, con i giornalisti inventavo scuse. Ho avuto paura di me stesso, mi nascondevo da me stesso. Poi, dopo aver toccato il fondo, ho capito che non era la fine. Ho chiesto aiuto e sono ripartito, ho preso in mano la mia vita, volevo tornare. Quando Telethon insieme a Rai Cinema mi ha proposto questo progetto ero già pronto. Alla fine, posso dire che chiedere aiuto non è debolezza. Anzi, è la forma più nobile del coraggio".
