(Adnkronos) - Dolore addominale, meteorismo, alterazione dell'alvo, diarrea alternata a stipsi: sono solo alcuni tra i principali sintomi della sindrome dell'intestino irritabile, nota anche con l'acronimo inglese Ibs, cioè Irritable Bowel Syndrome, detta impropriamente colite. Un disturbo che in Italia interessa "il 10-15% della
Le più colpite sono le donne. "Secondo uno studio recente, il 12% della popolazione - sottolinea Burra - è interessata a questo disturbo che rappresenta la più comune indicazione alla prima visita gastroenterologica e una delle più comuni indicazioni per cui il paziente si rivolge al proprio medico di medicina generale. Anche l'impatto economico in ambito sanitario che il disturbo può causare è decisamente notevole".
Secondo l'esperta, ci sono delle correlazioni anche dal punto di vista ambientale e geografico: "In Italia e nei Paesi occidentali - spiega Burra - il rapporto è di 2 a 1 a sfavore delle donne. Ma in Paesi come India e Sri Lanka il rapporto è esattamente al contrario. Quindi, va valutato anche un altro fattore: il numero delle volte in cui il paziente si rivolge al medico per questo disturbo".
La sindrome dell'intestino irritabile si manifesta per diversi fattori: "Innanzitutto - evidenzia la gastroenterologa - va considerato il brain-gut axis, per cui vi è un collegamento tra la funzione cerebrale e la sensibilità viscerale. Nel paziente con sindrome dell'intestino irritabile uno stimolo a livello cerebrale può tradursi in ipersensibilità intestinale tramite le terminazioni nervose del sistema autonomino".
A scatenare tale condizione un evento stressante, un motivo di grave preoccupazione. Non solo. Ci sono anche altri fattori, come "l'associazione della sindrome dell'intestino irritabile con altre malattie del tratto gastro-intestinale, ad esempio la dispepsia", una sensazione di dolore o fastidio nelle porzioni superiori dell'addome, descritta come indigestione, presenza di gas, sazietà precoce. "Dunque, non sempre la sindrome dell'intestino irritabile è un disturbo isolato".
Fondamentale è l'alimentazione. "La correlazione tra alimentazione e la sindrome dell'intestino irritabile è oggetto di studio e ricerca - tiene a precisare Burra - Il regime alimentare Fodmaps (acronimo di oligosaccaridi, disaccaridi e monosaccaridi fermentabili e polioli) consiste in alimenti con presenza di zuccheri, ad esempio quelli presenti nella frutta, in alcuni tipi verdure, nei cereali e nei legumi, che possono scatenare dolore addominale e meteorismo". Per cui "questi alimenti - come pure il latte e i suoi derivati - vanno eliminati per qualche mese dalla dieta e poi, in base ai sintomi, è possibile reintrodurre un alimento alla volta e valutare se i sintomi si ripresentano".
