(Adnkronos) - "I dati riguardanti il vaccino anti-Herpes Zoster ricombinante adiuvato mostravano già un'efficacia elevata, precisamente del 97% e del 90% nella prevenzione della malattia negli adulti rispettivamente di età superiore a 50 e 70 anni, che viene mantenuta nell'arco dei successivi 10 anni. Si registra infatti
Alla luce di questi risultati, "vaccinando una persona a 65 anni - sottolinea l'esperto - per 10-15 anni questa ha una elevata protezione nei confronti dell'Herpes Zoster" che resta latente, dopo la varicella contratta in età pediatrica, e si riattiva come Fuoco di Sant'Antonio quando si riducono le difese immunitarie. Non solo: "Risulta anche protetta dalle sequele molto dolorose e invalidanti, quali la nevralgia post-erpetica".
Dal marzo 2021 in Italia è disponibile un vaccino anti-Zoster ricombinante adiuvato che si somministra in due dosi. "Già utilizzato negli Usa dal 2018 - spiega Giuffrida - prima della commercializzazione è stato studiato dal 2010 in una popolazione di circa 14mila persone di età media 67 anni, per valutarne la sicurezza e l'immunogenicità, cioè la capacità di indurre una risposta immunitaria e quindi protezione dalla malattia. A fine 2015 si sono ottenuti i dati dello studio Zoster 049, che sono risultati soddisfacenti sia in termini di efficacia che di sicurezza, ma alla fine del 2016 si è poi deciso di valutare la persistenza di questi parametri nel tempo. Oltre 7mila partecipanti si sono resi disponibili a essere monitorati per ulteriori 4 anni". Sono stati quindi appena pubblicati i dati aggiornati alla fine del 2021, cioè a 10 anni, dello studio Zoster-049 esteso (Zoe-Ltfu), che si concluderà definitivamente nel 2023.
L'analisi si è focalizzata "sugli ultimi 4 anni, cioè a 7-10 anni dalla vaccinazione, registrando un'efficacia media superiore all'81%: un valore che indica un livello di protezione dall'Herpes Zoster molto alto - evidenzia Giuffrida - Sono risultati particolarmente importanti perché interessano ora persone con età media di 77 anni, più a rischio di sviluppare la malattia, la cui incidenza aumenta negli anni a causa delle cosiddetta immunosenescenza, cioè la riduzione della capacità del sistema immunitario di difendere l'anziano dalle infezioni, che interviene anche più precocemente in presenza di patologie croniche o in caso di terapie per malattie oncologiche o autoimmuni".
"Particolarmente rilevante è la riattivazione e la persistenza dell'immunità cellulo-mediata (sostenuta da cellule immunitarie specializzate), che è maggiormente determinante nella prevenzione dell'Herpes Zoster, ma più debole negli anziani rispetto a quella basata sulla formazione di anticorpi (umorale). A 10 anni - rimarca lo specialista - sono stati rilevati anticorpi in numero 5 volte superiore rispetto ai valori rilevati prima dell'immunizzazione, mentre l'immunità cellulo-mediata è risultata 6 volte più elevata. Significa che il livello di protezione indotto da Shingrix* rimane elevato".
Il vaccino protegge praticamente 9 persone su 10 "e ciò significa ridurre in modo drastico anche il rischio della temuta nevralgia post-erpetica. Ma nonostante l'efficacia e la sicurezza" del vaccino anti-Herpes Zoster, osserva Giuffrida, "la copertura nelle persone a rischio è insufficiente in Italia e non del tutto implementata". Infatti, la vaccinazione "attualmente è offerta gratuitamente ai 65enni e ai soggetti con patologie croniche o immunocompromessi per chemioterapia o altre terapie immunosoppressive, ma questo non avviene in maniera uniforme in tutte le regioni".
