(Adnkronos) - Nelle mamme in gravidanza che hanno ricevuto un vaccino anti-Covid a mRna la concentrazione di anticorpi contro il coronavirus pandemico è 10 volte più alta che nelle donne incinte guarite dopo un contagio da Sars-CoV-2. E lo stesso vantaggio protettivo della vaccinazione rispetto all'infezione naturale si osserva
La ricerca è stata condotta sulle donne che hanno partorito al Pennsylvania Hospital tra il 9 agosto 2020 e il 25 aprile 2021. In particolare, le indagini si sono concentrate su 585 mamme in gravidanza che avevano anticorpi anti Sars-CoV-2 rilevabili nel siero del sangue cordonale. Tra queste, ne sono state identificate 169 vaccinate per Covid e mai infettate e 408 infettate, ma non vaccinate. Dal confronto è risultato appunto che le concentrazioni anticorpali delle vaccinate erano circa 10 volte superiori rispetto a quelle delle guarite. Quanto ai bebè, gli studiosi hanno trovato anticorpi IgG contro Sars-CoV-2 nel sangue del cordone ombelicale di oltre il 95% dei neonati (557 su 585), calcolando anche in questo caso livelli 10 volte maggiori nei figli di madri vaccinate rispetto ai bimbi di madri guarite.
Tuttavia, si è visto che il cosiddetto rapporto di trasferimento - ossia la misura in cui le concentrazioni anticorpali del sangue cordonale corrispondono ai livelli di anticorpi nelle madri - era leggermente inferiore nei neonati del gruppo 'mamme vaccinate', rispetto a quelli del gruppo 'mamme guarite'. Analizzando i diversi fattori che potrebbero influenzare il rapporto di trasferimento, fra cui anche l'età gestazionale alla nascita e problemi di salute della madre quali ipertensione, diabete e obesità, gli scienziati hanno concluso che a pesare era soprattutto la tempestività o meno della vaccinazione Covid-19 in gravidanza.
I risultati del lavoro suggeriscono che "la vaccinazione anti-Covid non solo offre una solida protezione alle mamme durante la gravidanza, ma fornisce anche concentrazioni maggiori di anticorpi ai bimbi, rispetto all'infezione da Sars-CoV-2", afferma il neonatologo Dustin D. Flannery, primo autore della ricerca. "Poiché la gravidanza è un fattore di rischio per Covid-19 grave - ricorda l'esperto - i nostri dati indicano che le donne incinte dovrebbero dare priorità alla vaccinazione per proteggere sé stesse e i loro figli".
"Il nostro studio - rimarca la neonatologa Karen M. Puopolo, autrice senior - indica che il tempo trascorso dall'infezione o dalla vaccinazione al parto è stato il fattore più importante nell'efficienza del trasferimento anticorpale. Un dato utile per ottimizzare la strategia vaccinale anti-Covid in gravidanza. Le pazienti - raccomanda la specialista - dovrebbero pianificare la vaccinazione con ampio anticipo sulla data prevista del parto, in modo che i loro bambini possano beneficiare di una solida risposta immunitaria".
