(Adnkronos) - Pressing sul Consiglio europeo per "ottimizzare lo screening del cancro al polmone in Europa, proponendo le misure necessarie, basate su prove scientifiche". Questa la richiesta dell'intergruppo Challenge Cancer, che si è riunito nei giorni scorsi sotto la presidenza dell'eurodeputato Cristian-Silviu Busoi, presidente
"La ragione per cui come European Cancer Patient Coalition abbiamo ritenuto di dover organizzare un momento di confronto con gli eurodeputati - spiega Franco De Lorenzo, presidente di Ecpc - nasce dal fatto che nella bozza discussa dai working group del Consiglio dei ministri europei si afferma che le evidenze a favore della Tac a basso dosaggio (Ldtc) siano solo preliminari, quando invece esistono i risultati a lungo termine di tre studi randomizzati condotti negli Usa, in Europa e in Italia hanno dimostrato che un intervento di diagnosi precoce del carcinoma polmonare con Ldtc nei forti fumatori può ottenere una riduzione della mortalità per cancro polmonare compresa tra il 20% e il 39%, secondo la durata dell'intervento. In particolare, è stato dimostrato - sottolinea - che tale intervento può ridurre significativamente la mortalità per tumore polmonare dell'8-26% per gli uomini e del 26-61% nelle donne".
Secondo l'European Cancer Patient Coalition, "trascurare le prove scientifiche già esistenti sui benefici dello screening precoce e lasciare che siano solo gli Stati membri a valutare la necessità dello screening dei tumori a livello nazionale, in base alle loro risorse e capacità, porta alla mancata attuazione delle raccomandazioni del Piano europeo contro il cancro sullo screening dei tumori e accentuerà ulteriormente le disuguaglianze nell'accesso alle cure oncologiche in Europa". Busoi ha perciò ha inviato al Consiglio dell'Ue e alla Commissione una lettera con raccomandazioni concrete, in vista della proposta finale che sarà adottata nella riunione del Consiglio sugli affari relativi all'occupazione, alla politica sociale, alla salute e ai consumatori (Epsco) il 9 dicembre. La dichiarazione è stata firmata da 50 eurodeputati.
A sottolineare la necessità di un cambio di passo sullo screening del tumore del polmone sono stati anche i 2 esperti invitati alla riunione dell'intergruppo Challenge Cancer, Ugo Pastorino, direttore della Chirurgia toracica della Fondazione Irccs-Istituto nazionale tumori di Milano, e Giorgio Vittorio Scagliotti, professore di Oncologia medica all'Università di Torino, che hanno fatto luce sugli aspetti medici della Raccomandazione del Consiglio e sul suo impatto.
In particolare, evidenziano gli esperti, il testo rivisto non riserva la dovuta importanza alla tomografia a basso dosaggio per lo screening del tumore del polmone e, in generale, non è sufficientemente chiaro sulla necessità di implementare lo screening del cancro al polmone in modo graduale, includendo, tra gli altri fattori, i criteri di eleggibilità, e limitando così la sua portata. "La Tac a basso dosaggio rappresenta una promettente strategia salvavita - spiega Scagliotti - ma ad oggi non rientra nella pratica clinica e nei programmi di prevenzione secondaria rimborsati dal Ssn. Si stima che la popolazione candidabile a screening polmonare con Tac a bassa dose, sia compresa tra 600.000 e 800.000 cittadini nel nostro Paese. E' necessario promuovere un cambiamento culturale nell’opinione pubblica, nei decisori e nelle Istituzioni sensibilizzandoli sulla necessità di implementare lo screening per questa patologia".
"Lo screening del tumore del polmone - rimarca Pastorino - può evitare ogni anno, in Italia, oltre 5.000 decessi. Con la tomografia computerizzata del torace a basso dosaggio è possibile aumentare il numero delle diagnosi in fase precoce dall'attuale 25% fino al 60%. La Tac a basso dosaggio è dunque lo strumento più idoneo: è efficace nell'individuazione di lesioni di piccole dimensioni, è di facile e rapida esecuzione (30 secondi), non è invasiva e non richiede il mezzo di contrasto. Grazie ad essa, è possibile individuare tumori molto piccoli, trattabili con chirurgia mini-invasiva e personalizzata, assicurando al paziente un recupero funzionale rapido e una dimissione precoce".
Gli eurodeputati hanno proposto misure concrete per garantire una riduzione dell'onere del cancro ai polmoni: includere una sezione a sé stante sullo screening del tumore al polmone, con un esplicito riconoscimento della consolidata base di evidenze; chiarire l'approccio "graduale" proposto per l'attuazione dello screening del tumore al polmone, assicurando che le evidenze e gli insegnamenti tratti dalle attività di attuazione dello screening del tumore al polmone in tutta Europa siano sfruttati per i nuovi programmi; includere un periodo di revisione più ambizioso per lo screening del cancro del polmone rispetto ai 3 anni prima dell'adozione, e successivamente ogni 4 anni, in quanto le evidenze esistenti per lo screening del cancro del polmone e le evidenze di implementazione dei programmi e dei progetti pilota dovrebbero supportare un'implementazione più rapida.
