Covid, Cerberus non più pericolosa di Omicron 5: studio italiano
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
06
Lun, Lug

Abbiamo 4875 visitatori e nessun utente online

Covid, Cerberus non più pericolosa di Omicron 5: studio italiano

Salute e Benessere
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Un'analisi genetica e strutturale sulla sottovariante di Omicron 5 BQ.1, ribattezzata Cerberus, suggerisce che, "sebbene presenti diverse mutazioni Spike di interesse e un'elevata immuno-evasività degli anticorpi neutralizzanti, attualmente non ci sono prove circa la sua maggiore pericolosità o elevata

capacità di espansione" rispetto alla 'mamma' Omicron 5. Lo ha stabilito uno studio italiano che ha coinvolto tra gli altri l'Università di Sassari, l'Università Campus Bio-Medico di Roma, l'Istituto superiore di sanità e l'Università Sapienza di Roma, ora sulla piattaforma di condivisione BioRxiv e sottoposto all''International Journal of Molecular Science''. 

"Lo studio dimostra che BQ.1 non è più contagiosa di Omicron 5 e il potenziale di membrana è inferiore, ovvero ha più difficoltà a riconoscere il recettore Ace2. Questa sottovariante non andrà a sostituire Omicron 5. I sintomi della malattia, poi, sono identici a Omicron 5. Siamo sulla buona strada", commenta all'Adnkronos Salute Massimo Ciccozzi, responsabile dell'Unità di Statistica medica ed epidemiologia della Facoltà di Medicina e chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma, tra gli autori dello studio.  

I ricercatori avvertono che i risultati del lavoro "non devono essere intesi come motivo per abbassare la guardia contro la pandemia", perché "se dovessero esserci nuove ulteriori mutazioni su BQ.1, questa potrebbe diventare più pericolosa o generare nuove sottovarianti".  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.