(Adnkronos) - Presente in 70 Paesi nel mondo e con oltre 30mila dipendenti di 130 diverse nazionalità, Saipem, società italiana di ingegneria nel settore dell’energia e delle infrastrutture, è dotata di una flotta di 42 navi, che si configurano come delle vere e proprie fabbriche galleggianti. Le navi di Saipem sono
Da sempre orientata all’innovazione tecnologica, Saipem è oggi impegnata al fianco dei suoi clienti nei processi di transizione energetica con mezzi, tecnologie e procedimenti sempre più digitali e orientati alla sostenibilità ambientale, come spiega Marco Toninelli, Chief Operating Officer della Business Line 'Asset Based Services' e responsabile dei mezzi di costruzione e perforazione offshore di Saipem: “Facendo tesoro dell’enorme complesso di competenze tecnologiche che abbiamo, siamo e saremo al servizio della transizione energetica, sia con la fornitura e messa disposizione del gas sia con l’installazione di impianti eolici in acque profonde e molto profonde”.
Un altro aspetto cruciale per la tutela dell’ambiente è l’altissimo livello di sicurezza ambientale delle operazioni di cui Saipem si occupa. “La mia primaria preoccupazione è la sicurezza - ha aggiunto Toninelli - sia delle persone che lavorano sulle nostre navi, sia dell’ambiente. Oltre ad utilizzare biocarburanti per alimentare la flotta, durante le nostre operazioni non sversiamo in mare alcuno scarto o materiale dannoso. Infine, anche la prevenzione di incidenti rappresenta un punto centrale del nostro approccio alla sicurezza”.
La Saipem Fds 2, impiegata nelle attività di sviluppo dei campi sottomarini, è stata costruita nel 2011 ed è dotata di un sofisticato sistema di posizionamento dinamico di classe 3, a 7 propulsori, che garantisce la navigazione e lo stazionamento anche in condizioni meteorologiche avverse. Ne ha parlato il capitano della Saipem Fds 2 Tommaso Gioja: “Fds sta per Field Development Ship ed è un’unità combinata che viene utilizzata nei campi offshore per l’installazione di strutture subsea e come posatubi”.
Progettata per gestire l’installazione di strutture di vario tipo, destinate allo sviluppo di giacimenti in acque profonde fino a 3.000 metri, la Fds 2 è lunga 183 m, con una larghezza massima di circa 32 m e può raggiungere una velocità di navigazione fino a 13 nodi (circa 24 km/h). A bordo possono vivere e lavorare fino a 325 persone, impiegate per le operazioni, ma anche per le attività di supporto al mezzo.
“Dal punto di vista operativo - ha concluso Gioja - i tubi vengono trasportati in offshore da dei pack carrier o da dei supply vessel, caricati e saldati a bordo e poi posati sul fondo del mare. Le strutture subsea invece vengono sollevate con la gru - la cui capacità di sollevamento arriva fino a 1.000 tonnellate - trasferite in acqua e tramite un cavo subsea vengono posate sul fondo del mare e scollegate tramite i nostri robot”. Nell’ambito della transizione energetica in Italia, i mezzi e le competenze di Saipem possono essere una risorsa preziosa per la riuscita di un processo indispensabile per la salute del pianeta.
