"Gli atenei e le società hanno una responsabilità, c’è uno scollamento tra chi fa ricerca, chi fa industria e chi vive la vita di tutti i giorni. Difficilmente le persone che stanno fuori sanno quali sono i temi di punta della ricerca, di un ateneo o di una società come Eni nella ricerca scientifica. Questo
"Abbiamo bisogno di assumere migliaia e migliaia di persone che abbiano un fil rouge che lega biologia, matematica, chimica e ingegneria insieme - ha sottolineato ancora l’ad di Eni -. La formazione di base diventa importante. Abbiamo tante connessioni e contratti con le università. C’è un confronto con le università non indifferente e con tutte le persone che si stanno laureando e stanno immaginando il loro futuro. La nostra è una finestra anche sul mondo energetico che sta cambiando e questo è interessante per chi fa università e ricerca".
Poi, parlando a margine con i giornalisti, Descalzi ha aggiunto: "La ricerca c’è, le università italiane sono veramente un’eccellenza, dobbiamo crear un fil rouge di progetti comuni ma soprattutto dobbiamo comunicare alla società quello che aziende e università fanno a livello di ricerca". Per il numero uno di Eni occorre "prendersi la responsabilità e dire dove vogliamo arrivare e quali sono i problemi che vogliamo risolvere con la ricerca, perché i soldi che vengono messi nella ricerca sono importanti e devono essere quindi finalizzati soprattutto in un momento come questo, dove il climate change ci impone non solo trasparenza ma anche tempi rapidi".
