(Adnkronos) - In un mondo sempre più carbon free, il passaggio verso l’elettrificazione, concetto che intende il processo di sostituzione delle tecnologie che utilizzano combustibili fossili (carbone, petrolio, gas) con tecnologie che impiegano l’elettricità è sempre più vicino e concreto. Aumentano e
Il sondaggio ‘L’opinione degli italiani sull’elettrificazione’ realizzato da Adnkronos con Emg, per il quale sono state effettuate 800 interviste su un campione rappresentativo della popolazione italiana tra i 18 e i 65 anni, vuole indagare proprio la conoscenza degli italiani sul tema.
In prima battuta, l’indagine rileva che il 18% degli italiani conosce l'elettrificazione in modo diretto, in modo ‘suggerito’ (cioè dopo la descrizione) il 41%: nel complesso, quindi, non c’è una diffusa consapevolezza dell’argomento”. Ciò che emerge dal sondaggio è che per gli italiani i benefici dell’elettrificazione sono principalmente legati al benessere per l’ambiente sia per la riduzione delle emissioni (36%), che comporta un miglioramento dell’aria in città (25%), sia per la lotta al climate change (33%), vera sfida del presente e del futuro. Benefici attesi anche sul fronte dei costi della bolletta (22%), di una maggiore efficienza energetica (19%) e della sicurezza energetica (12%). E c’è anche chi si attende, da questo processo di elettrificazione, la creazione di nuovi posti di lavoro (9%).
Nonostante ciò, costi eccessivi (47%) e tempi lunghi di sviluppo (30%), sono visti come un potenziale freno all’elettrificazione. Inoltre, quello che spaventa una significativa parte degli italiani (35%) è che l’aumento dell’utilizzo dell’elettricità portato da questo processo produrrà un aumento dei costi energetici. Il forte legame tra il processo di elettrificazione e l’ambiente fa sì che il 55% degli intervistati consideri coerente l’elettrificazione con il passaggio a fonti energetiche rinnovabili, e il 70% consideri molto o abbastanza importante il ruolo delle energie rinnovabili in questa transizione.
Per gli italiani le aziende (63%), più che le famiglie (47%), dovrebbero farsi carico degli investimenti volti a un migliore uso dell’energia. Tuttavia un terzo del campione ritiene che al momento ci siano altre priorità.
Gli intervistati indicano diverse soluzioni che possono concorrere ad un adeguato risparmio: la produzione attraverso fonti rinnovabili (36% - una direzione verso la quale l’Italia si sta muovendo con impegno anche grazie alle risorse destinate al settore dal Pnrr), la ricerca di forme alternative di energia (31%), gli incentivi per gli investimenti in sistemi energetici a basso consumo (28%), favorire comportamenti sempre più consapevoli da parte di cittadini e imprese (23%), incentivi per la sostituzione di apparecchi ad elevato consumo energetico (22%). Un 17% cita anche la produzione di energia nucleare.
Capitolo quanto mai attuale, importazioni di energia: per ridurle, per gli italiani bisogna soprattutto promuovere la ricerca verso tecnologie energetiche pulite (41%), diversificare le fonti (31%), migliorare l’efficienza (29%).
Il sondaggio ha previsto inoltre un focus dedicato alla casa. Facendo riferimento alla propria abitazione un italiano su tre dichiara di voler fare lavori di efficientamento energetico nei prossimi tre anni e pensa che l’elettrificazione domestica sia auspicabile per un minore impatto ambientale (29%) ma anche per maggiore sicurezza (22%). Attualmente, è la cucina a gas la più diffusa tra gli italiani (88%, contro un 8% che possiede una cucina elettrica a induzione), così come è la caldaia a gas il sistema di riscaldamento più utilizzato (66%).
In conclusione, dalla ricerca emerge un italiano che sta familiarizzando con i temi e gli obiettivi della transizione energetica e il ruolo dell’elettrificazione in questo scenario. Un italiano che ne comprende il potenziale per l’ambiente e il suo benessere personale ma che teme i costi (specie in un periodo di rincari) e il tempo che servirà per raggiungere questi obiettivi (a volte al di là dei propri orizzonti di vita).
