Natale, da Colonna a Beck: "Cene sovraniste, difendiamo i valori del territorio"
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Natale, da Colonna a Beck: "Cene sovraniste, difendiamo i valori del territorio"

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Identità e difesa del made in Italy, esaltazione dei valori e dei prodotti del territorio, massima attenzione all'algoritmo qualità-prezzo, cenone di Natale, secondo quanto consigliato da alcuni tra i massimi chef stellati, da Colonna a Beck, a Circiello, a Buonanno, dal profumo di autarchia.

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"Portiamo a tavola i cibi di stagione e soprattutto quelli italiani, basta con l'esterofilia a tavola - consiglia all'Adnkronos Antonello Colonna dal suo buen retiro di Labico- Basta poco per dare un tocco di emozione. Un cache pot con dei mandarini, per esempio, o utilizzando in cucina verdure del momento come i broccoli romaneschi, il cavolo o il cavolfiore, la boraggine per antipasti, contorni o semplicemente per 'farcire' le paste ripiene che non possono mancare alla vigilia e per il pranzo di Natale accanto ai tradizionali tortellini in brodo o alle lasagne, magari da preparare prima".

E sempre in ambiti di forte indentità e promozione del made in Italy, ma anche di cene e pranzi con un basso tasso di spesa, lo chef Colonna consiglia anche un piatto che non può mancare in tavola della vigilia, polpettone con patate al forno, brodo con stracciatella, di pollo o di cappone. "Quest'ultimo come 'cibo' recuperato potrebbe servire per confezionare ottime insalate", aggiunge lo chef romano che per il dessert consiglia il tradizionale panettone, 'il dolce della festa' 'condito' e glassato con crema pasticcera, cioccolata o torrone". E per la vigilia di Capodanno? "Non dimenticate le lenticchie- esorta Colonna- Ma quest'anno invito a mangiarle all'inizio del pranzo. Gioia, buon umore, salute, felicità e tanti tanti soldi. Ne abbiamo tutti bisogno, a piccole e grandi dosi".

Alessandro Circiello, volto noto della Rai e presidente degli chef del Lazio, non ha dubbi. "Il made in Italy è una grande opportunità - spiega all'Adnkronos- legato anche alle ricchezza, all'opulenza delle nostre regioni, diversissime tra loro. Verdure di stagione, dunque, come i carciofi, per esempio, non devono mai mancare sulla tavola degli italiani, accanto a piatti della tradizione, naturalmente, per tutte le tasche. Il classico brodo di cappelletti per il pranzo del 25 o i tortellini accanto a carni farcite (il cappone con le castagne) o per la vigilia il pesce azzurro, poco costoso, ma gustosissimo. Mantecato, in umido, per ogni palato, accanto al classico panettone preparato con mandorlato o glassa di pistacchio".

"Per chi vuole osare - conclude Circiello - Un tartufo di panettone, da confezionare in famiglia, con crema pasticcera. E per il 31 dicembre non dimenticate, accanto alle classiche lenticchie il melograno. Porta fortuna, è ben augurante ed ha i colori della festa, perfetto nelle insalate, nonostante il sapore asprigno con legumi, cicerchia o fagioli cannellini accompagnato da spumante e vini Franciacorta".

Dall'alto del colle romano della Pergola anche lo chef Heinz Beck consiglia cenoni all'insegna della biodiversità e del mangiare sano e di 'stagione' e soprattutto della sana convivialità. "Il Natale, ma anche la vigilia del nuovo anno - anticipa all'Adnkronos- è anche un modo per stare in famiglia, tra le persone care. Prepariamo qualche piatto prima, come le lasagne, la pasta al forno, gli anellini al ragù, per permettere alla padrona di casa di stare con i suoi ospiti senza passare la vigilia di Natale o il Capodanno ai fornelli".

E consiglia di scegliere per la tavola anche prodotti apparentemente semplici che esaltino però il gusto, la forza dei sapori. Radici e tuberi per piatti più tradizionali come l'agnello o la gallinella ripiena o il rollè di manzo. Per tutti quelli che non possono fare a meno del pesce numerose le opzioni, dal rombo ai crostacei (aragoste, scampi) e gran finale con mousse al profumo di spezie e cannella, perfetto per anticipare il Natale, la vigilia del 24 dicembre.

Anche Carmine Buonanno, origini salernitane, executive chef dell'Aleph Rome Hotel, consiglia piatti semplici, di stagione, a buon mercato, ma di pregio, piatti che si discostano da una quotidianità omologata, quasi ricercati, sicuramente originali come le pannocchie in pastella con mozzarella di bufala fritte, che ben figurano al posto degli astici e delle aragoste, da servire come antipasto. Ed ancora, primi piatti a base di vongole o frutti di mare ( i ravioli per esempio) e secondi ancora a base di 'mare'.

"Se non si vogliono spendere cifre molto alte - ci dice lo chef Buonanno- suggerisco il baccalà, trancio o filetto, con cime di rapa e sesamo nero. Per chi non può fare a meno della carne filetto di vitello in crosta di mandorle accompagnato da zucche grigliate con aglio e prezzemolo". Anche Carmine Buonanno come dessert predilige il più classico e il più amato dei dolci, il panettone. "Aromatizzato allo zabaglione o allo Strega, il mio liquore preferito", conclude.

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