'Vite sospese' ad alta quota', su Rai1 arriva 'Black Out' con Alessandro Preziosi
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
01
Mer, Apr

Abbiamo 2622 visitatori e nessun utente online

'Vite sospese' ad alta quota', su Rai1 arriva 'Black Out' con Alessandro Preziosi

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

'Black Out: vite sospese' ''è una storia che parla di destini incrociati, un mistery-relazionale che inizia subito con un evento drammatico''. A dirlo è la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, presentando nella sede Rai di viale Mazzini la nuova fiction di Rai1 ambientata in alta quota (in Trentino) 'Black Out: vite sospese', un mix di scenari mozzafiato, suspense, sentimenti e umanità.

alternate text

 

Protagonista del tvmovie Alessandro Preziosi nel ruolo di Giovanni Lo Bianco, un broker finanziario, cresciuto nei bassifondi di Napoli. Riuscito a farsi strada nel mondo della finanza arriva a Vanoi assieme ai figli adolescenti, Elena e Riccardo, nella speranza che una vacanza possa alleggerire il peso per la perdita della moglie e madre dei ragazzi, mancata da poco. Ma la scoperta fortuita della presenza di Claudia (interpretata da Rike Schmid), testimone di giustizia sotto protezione, mette Giovanni davanti ad un grave dilemma: se non vuole che Riccardo ed Elena scoprano chi è veramente, e che il castello di menzogne costruito attorno alla sua carriera crolli, non gli resta che uccidere Claudia. I protagonisti di 'Black out', clienti di un lussuoso albergo nel piccolo ed esclusivo polo sciistico nella Valle del Vanoi, vanno in Trentino per trascorrere le feste di Natale in compagnia dei propri cari. Ma la terra trema e il distacco di un’imponente slavina isola la Valle e impedisce i soccorsi possibili dall’unico passo che la collega con il resto del mondo.

"Non è stato facile - spiega Preziosi nel corso della conferenza stampa - È stato interessante notare come la vita dia sempre una seconda possibilità. Personalmente è stata tra le esperienze più difficili della mia carriera. Siamo stati per tredici settimane in un luogo dove non c’era niente e, questo, non mi era mai capitato prima''. La serie tv, in onda su Rai1 dal 23 gennaio in quattro prime serate per un totale di 8 episodi, vede protagonisti, tra gli altri, Marco Rossetti e Aurora Ruffino. 'Black Out', diretta da Riccardo Donna, è una coproduzione Rai Fiction ed Eliseo Entertainment con la partecipazione di Viola Film, in collaborazione con Tentino Film Commission, ed è prodotta da Luca Barbareschi. Per il regista Riccardo Donna la realizzazione di 'Black Out' ''è stata un’avventura nell’avventura - racconta - Questa è la prima cosa che mi viene da dire se penso a quelle settimane tra le montagne, passate ad inseguire la neve. 'Black Out' è una serie fuori dal comune, irrinunciabile se hai la fortuna che ti venga offerta. Racconta di un gruppo di persone che rimane bloccato da un evento catastrofico in una valle montana. Neanche i soccorsi arrivano in loro aiuto. Nel corso degli episodi, la storia, intreccia le relazioni, gli amori e i dissidi tra i personaggi prigionieri della montagna. E prigionieri della neve!! ahimè. Ecco la neve''.

''In effetti per parlare di questo lavoro - prosegue il regista - non posso che cominciare dal rapporto complesso che ho avuto con l’elemento cardine del racconto. La neve appunto. Girare un film in montagna d’inverno non è semplice, ma eravamo preparati bene e pronti a superare le difficoltà. Purtroppo la neve non la controlli, a volte c’è, a volte no, a volte è troppa e ti arriva all’ombelico e a volte fa caldo e inesorabilmente si scioglie. Nei luoghi scelti per le riprese, a pochi giorni dal primo ciak, la neve, prima abbondante, si era via via sciolta e non si prevedevano nevicate. Passavano i giorni e la situazione si stava facendo drammatica. Che fare? - dice ancora il regista - Siamo andati noi da lei. In tre giorni abbiamo fatto nuovi sopralluoghi, cambiato programmi, location, insomma -conclude Donna - abbiamo ripensato molte cose e siamo andati dove la neve c’era... anche troppa. Valli lontane, impervie, vergini, distanti ore di macchina o di motoslitta, ma è grazie al coraggio di fare certe scelte in quei momenti, se ora 'Black Out' è così''.

"Se vogliamo mantenere la narrazione del paese - sottolinea Barbareschi all'Adnkronos, a margine della conferenza stampa di presentazione di 'Black Out' - noi dobbiamo fare degli investimenti: i modelli sono Germania, Francia e Spagna. La Germania mette quest'anno 2,7 miliardi di investimenti sulla fiction autoctona nazionale, altrettanti nella Francia e altrettanti nella Spagna. E' improbabile che la narrazione di un paese possa continuare - dice - a meno che ci sia un grande progetto in cui gli sceneggiatori italiani, gli attori italiani e i registi italiani abbiano un investimento tale da far sì che il paese possa narrarsi con grande qualità. La Rai è l'unica possibilità di narrazione del paese - prosegue - perché ha una missione legata anche alla cultura del paese. Se il servizio pubblico subisse altri tagli improbabili e irresponsabili significherebbe la fine della fiction italiana. Molte delle nostre fiction vengono viste in tutto il mondo ed è paradossale che ci pieghiamo agli Ott e invece non alziamo la testa'', conclude Barbareschi.

(di Alisa Toaff)

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.