Cesare Bocci e Galatea Ranzi alle prese con 'Il figlio' al Parioli
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Ven, Ago

Abbiamo 4989 visitatori e nessun utente online

Cesare Bocci e Galatea Ranzi alle prese con 'Il figlio' al Parioli

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

Giulio Pranno nel ruolo del titolo della tragicommedia scritta da Florian Zeller e diretta da Piero Maccarinelli

alternate text
Cesare Bocci e Galatea Ranzi con Giulio Pranno in "Il figlio" al teatro Parioli di Roma

 

Se la separazione e il divorzio sono comunque, almeno nella maggior parte dei casi, momenti difficili nella vita di due persone, quando la rottura di coppia avviene in presenza di un figlio problematico o che si rivela tale dopo la fine del matrimonio, la situazione si trasforma in un trauma fino a sfiorare la tragedia. E' il binario lungo il quale si sviluppa la tragicommedia di Florian Zeller intitolata appunto 'Il figlio' - il cui testo fa parte di una trilogia assieme a 'Il padre' e 'La madre' - che vede protagonisti nei panni dei due genitori divorziati Cesare Bocci e Galatea Ranzi con la giovane rivelazione Giulio Pranno, 25enne già in carriera, in scena con la regia di Piero Maccarinelli fino al 5 febbraio al teatro Parioli di Roma, di cui il regista è direttore artistico.

"Zeller ci conduce sapientemente per mano sul terreno delle incomprensioni generazionali all’interno del nucleo familiare - sottolinea Piero Maccarinelli nelle note di regia - La trama è semplice ma non il tessuto di emozioni, la voglia di svelare quel che spesso, troppo spesso, si nasconde. Il testo è capace di conquistare i lettori e il pubblico, grazie non solo alla bellezza del linguaggio ma alla capacità di introspezione, ai rimandi fra un personaggio e l’altro, al manifestarsi delle loro debolezze delle loro incapacità di capire sé stessi e gli altri. La vita è inquadrata in tutte le sue sfaccettature, per piantare uno specchio nel cuore a tutti i genitori di un figlio adolescente, fino al grande colpo di scena finale che spero emozioni gli spettatori".

(di Enzo Bonaiuto)

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.