"È bello avere le canzoni non niente contro Sanremo ma ci sono delle priorità. Se fossimo in una paese civile dovremmo 'usare' il Festival di Sanremo per accendere i riflettori sulla catastrofe che si è abbattuta in Turchia e in Siria e lanciare subito una raccolta fondi per aiutare i terremotati''.

E' quanto afferma Moni Ovadia all'Adnkronos lanciando un appello ad Amadeus: "Cogli questa occasione per dimostrare di che tempra sei fatto - dice - dona almeno metà del tuo cachet a favore delle popolazioni colpite dal sisma in Turchia e in Siria, sei un uomo di spettacolo, sarebbe un bel segnale''. Per Ovadia non può bastare un minuto di silenzio per ricordare le vittime del terremoto: ''E' una pagliacciata e una offesa. Il Festival deve diventare una occasione per raccogliere fondi - ribadisce - gli italiani sono generosi ma anche i cantanti in gara devono partecipare donando parte del loro cachet, come si fa per 'Telethon'. Non sono un uomo da Sanremo - prosegue - ma se mi si chiedesse di andare al Festival per aiutare la popolazione turca e siriana sarei il primo a farlo e non chiederei alcun compenso. Farei uno spettacolo gratis e donerei tutto ai terremotati, mi pagherei persino io il viaggio. Sono a disposizione da subito. La cosa importante è che le donazioni siano sotto stretto controllo e che vadano realmente alle popolazioni colpite dal sisma per evitare il business degli aiuti''.
(di Alisa Toaff)
