"Così è (se vi pare)" per Milena Vukotic e Pino Micol al Quirino di Roma
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
15
Lun, Giu

Abbiamo 3028 visitatori e nessun utente online

"Così è (se vi pare)" per Milena Vukotic e Pino Micol al Quirino di Roma

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

La verità, la pazzia, l'identità perduta o ritrovata o mai esistita, si muovono fra giochi di specchi e ologrammi nella regia di Geppy Gleijeses per 'Così è (se vi pare)', il capolavoro di Luigi Pirandello ora in scena fino al 23 aprile al teatro Quirino di Roma con Milena Vukotic, Pino Micol e Gianluca Ferrato fra i personaggi che si muovono nella scenografia ideata da Roberto Crea.

alternate text
Pino Micol e Milena Vukotic in "Così è (se vi pare)" di Luigi Pirandello al teatro Quirino di Roma

 

Protagonisti - il marito, la suocera, la moglie - che assieme al Laudisi alias Pirandello giganteggiano rispetto alle piccolezze di tutta quella pletora di persone interessata a capire e a carpire una verità che possa tranquillizzare, soddisfare e saziare la loro curiosità.

Il tema della verità e della pazzia si intersecano nella storia, che vede una famiglia, scampata al terremoto che nella Marsica ha distrutto tutte le case e sterminato praticamente tutti gli abitanti, trovare sistemazione in un altro paese. Ma il fatto che il marito tenga nascosta la moglie che nessuno ha mai visto scendere in strada e la sottragga persino alle visite della madre, alloggiata in un altro appartamento con l'autorizzazione a incontrare la figlia solo a distanza, parlandosi una dal cortile e l'altra affacciata al balcone, scatena una ridda di ipotesi che si traducono in presunte colpevolezze e pazzie, ora dell'uno ora dell'altra.

"Ho chiesto a un grande videoartist, Michelangelo Bastiani, di creare degli ologrammi assolutamente tridimensionali, donnine e omini alti 60 centimetri, quegli 8 personaggi che prima dell’ingresso della signora Frola inutilmente si affannano per scoprire una verità che non esiste - spiega il regista Geppy Gleijeses, direttore artistico del teatro Quirino - Solo all’ingresso della signora, rivediamo quegli esserini in dimensioni normali: piccoli uomini e donne che riprendono le loro reali fattezze di fronte alla grandezza e all’amore di una madre".

La scena è un buco nero, "come lo aveva visto nel suo incubo Pirandello, in un labirinto di specchi, come in un terribile parco di divertimenti. E Laudisi con quegli specchi gioca e spaventa, perché lui sa che la verità assoluta non esiste, che ognuno ne ha una propria, che è vero solo quello che crediamo sia vero. Il resto è sogno, incubo, illusione".

(di Enzo Bonaiuto)

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.