Ylenia “era una ragazza straordinaria. Studiava al King’s College di Londra. Parlava inglese, spagnolo, francese, portoghese. Venne a Mosca con noi e imparò un po’ di russo. Poi ci accompagnò negli Usa, a girare un docufilm, l’America perduta. Andammo da Los Angeles a New Orleans.

E lì fece l’incontro fatale”. In un’intervista al ‘Corriere della sera’ Al Bano racconta e si racconta per i suoi 80 anni. Parla della figlia scomparsa, del divorzio da Romina Power e del pensiero di suicidarsi.
L’incontro di cui parla l’artista riguarda “gli homeless. Gli artisti di strada. Ricordo un nero, si chiamava Masakela…” e di una sera in cui lei aveva un atteggiamento strano e la inseguì per le strade di New Orleans, la figlia gridava "quell'uomo vuole farmi male" ma quell'uomo era il padre. "La ritrovai il mattino dopo, a sua madre disse che aveva rischiato la vita sulle acque del Mississippi." Poi il desiderio di andare in Belize la patria degli homeless, Ylenia partì senza finire gli studi, tornò poi a New Orleans e nella notte del Capodanno del 1994 scomparve. Albano ha parlato con tutti (“Ho ricostruito quella notte ora per ora”), ha incontrato anche Masakela e ha interrogato “l’ultima persona che l’ha vista, il guardiano del porto. Era seduta in riva al fiume, lui la avvisò: non puoi stare qui. Ma Ylenia non se ne andava. Il guardiano insistette, allora lei gli disse ‘io appartengo alle acque’, e si tuffò nel fiume, nuotando a farfalla. Lì capii che il guardiano stava raccontando la verità, perché Ylenia diceva quella frase da bambina prima di tuffarsi, e nuotava a farfalla. Ma il Mississippi non perdona. Romina non l’ha mai voluto accettare. Ma è andata così”.
