Giacomo Poretti contro cancel culture e politicamente corretto: "E' censura ipocrita"
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Giacomo Poretti contro cancel culture e politicamente corretto: "E' censura ipocrita"

Spettacoli
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(Adnkronos) - "Per fortuna il mestiere del comico si potrà sempre esercitarlo, perché i comici sono ribelli e un po’ rivoluzionari: sicuramente troveranno il modo per opporsi a questa ipocrita censura". Lo dice Giacomo

Poretti in un'intervista a 'La Ragione' parlando di cancel culture e politicamente corretto, in occasione dell'arrivo del suo nuovo spettacolo teatrale in coppia con Daniela Cristofoli, “Condominio Mon Amour”, al Teatro Oscar deSidera di Milano, dove sarà fino al 19 novembre. La dittatura del politicamente corretto "non mi piace - dice Poretti - È una forma di censura che non ci è mai piaciuta, è un’evoluzione storica. Si può dire quasi tutto e quindi ognuno si assume la responsabilità di ciò che dice, ma che a priori non si possano dire certe cose... è brutto, diciamo". Una moda che "ingessa la comunicazione e la rende ipocrita e poco sincera", un enorme ostacolo alla creatività. "Il portinaio è quello che rischia di più, ma guardando lo spettacolo capirete meglio…", aggiunge Poretti.  

Protagonista è il vecchio custode Angelo che svolge il proprio lavoro con dedizione presso la portineria di un condominio della “Milano bene”. Un giorno però la signora Caterina spalanca la porta d’ingresso e gli annuncia che sarà licenziato: la sua presenza non è più richiesta e verrà presto sostituito da un’app. Ma il buon Angelo non si farà intimidire...  

Un susseguirsi di situazioni comiche e poetiche a ritmo incalzante, ma non solo: "Soprattutto con la pandemia, abbiamo riflettuto tanto sul cambiamento che sta avvenendo nel mondo del lavoro. La nostra è una riflessione legata anche all’età: ho superato i sessant’anni, mia moglie Daniela ancora no ma siamo lì. Abbiamo costruito una commedia agrodolce cercando di sviscerare i temi dell’oggi: spesso si parla di superficialità delle nuove generazioni e di pretese assurde, secondo noi certe dinamiche vanno capite e problematizzate. Lo stile della comicità ci permette di esplorare tematiche spinose attraverso l’ironia", racconta Poretti alla vigilia della prima nazionale.  

Reduce dall’ennesimo grande successo cinematografico con gli amici di una vita Aldo e Giovanni, Poretti negli ultimi anni ha dedicato gran parte del suo tempo al teatro: "È sempre stato presente nella mia vita. Ho avuto la fortuna di fare cinema e televisione, ma il teatro è rimasto il nostro core business. Negli ultimi anni ognuno si è dedicato a percorsi propri, io ho deciso di tornare ‘a casa’". Spettacoli ma anche podcast, con il Poretcast (disponibile su Youtube) che sta raccogliendo grande successo: "Da plurisessantenne, quando è esplosa la moda dei podcast sono rimasto sorpreso: mi sembrava una semplice intervista. E invece no: è sì un’intervista ma fatta con modalità diverse da quelle tradizionali e ha una diffusione diversa rispetto a quella della ‘algida’ televisione, acquistando un altro significato. In più mi sono accorto che la scelta di portare il pubblico a teatro si è rivelata molto importante".  

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