Pietro Morello torna a teatro: "La musica è di tutti, me lo hanno insegnato i bambini"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
08
Sab, Ago

Abbiamo 4699 visitatori e nessun utente online

Pietro Morello torna a teatro: "La musica è di tutti, me lo hanno insegnato i bambini"

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "I bambini piangono e ridono tutti nella stessa lingua", dice Pietro Morello riassumendo così lo spettacolo che segna il suo ritorno nei teatri italiani e che incarna perfettamente tutte le sue facce. Musicista, operatore

umanitario e creator sui social, il pianista torinese è in tournée a partire da oggi con 'Non è un concerto', spettacolo in cui racconta le sue esperienze di vita tra missioni umanitarie e attività negli ospedali con i bambini, arricchito da una selezione di musica originale e brani celebri. "Ho deciso di non fare un concerto, ma un momento musicale tutti insieme. Porto sul palco dei racconti in cui la musica è il filo rosso che cuce tutto perché avevo voglia di parlare di quello che conosco in campo musicale in veste teorica e ciò che mi hanno raccontato i bambini in ospedale e nei teatri di guerra", ha detto Morello all'Adnkronos.  

Nato nel 1999 a Torino, Pietro Morello ha trovato nella musica "un linguaggio di connessione con me stesso", che ha utilizzato anche nella cura e nel sostegno dei bambini nei reparti ospedalieri e nelle zone di guerra: "È uno strumento che ti fa parlare zulu, arabo, swaili". 

L'artista ha deciso di raccontare la sua esperienza di operatore umanitario sui social dove è diventato un vero e proprio punto di riferimento positivo. Con oltre 3,7 milioni di follower su TikTok e 1 milione tra Instagram e YouTube, ha utilizzato il suo talento musicale per connettersi emotivamente con il pubblico, dimostrando che la musica è ovunque: dal suo pianoforte alle campane di un campanile fino agli strumenti musicali realizzati con quello che si ha a portata di mano. "La musica non è dentro due binari, è orizzontale, è libertà: la possono fare tutti con qualsiasi cosa. Me l'hanno insegnato i bambini", ha spiegato. "Quando mi trovavo in una zona di povertà o di guerra - ha continuato - i bambini pur di fare musica costruivano strumenti musicali con la spazzatura. Sui social ho imitato loro ed è diventato un fenomeno gigantesco". 

Uno dei temi più importanti del suo racconto sui social e del suo spettacolo è sicuramente la guerra, che Morello ha visto con i suoi occhi in Kenya, Congo, Ucraina, Palestina e Siria. "In questo momento viviamo la pornografia della guerra e siamo talmente sovraesposti e assuefatti da queste immagini terrificanti che non ci rendiamo conto che sono vere", ha detto. "Stando dentro la guerra durante le missioni, sentendo le bombe cadere e vedendo le persone che sono lì, si capisce che la guerra sono bambini da soli che chiamano la mamma e la mamma non arriva", ha continuato. 

Ciò che più vuole comunicare al suo pubblico è che "i bambini piangono e ridono tutti nella stessa lingua". "Se non cominciamo a ricordarci questa cosa - ha spiegato - siamo in grado di deumanizzare gli esseri umani e farli diventare solo dei numeri. E invece sono sempre esseri umani, sono sempre bambini. Quando vedi in un teatro di guerra terrificante un bambino che sogna resti impietrito, è fondamentale raccontarlo. Voglio raccontare le storie dei bambini per renderli più umani". 

Un racconto, già iniziato online, che ha ispirato tantissimi ragazzi e ragazze. "Fa parte integrante della missione umanitaria invitare le persone a unirsi alla missione umanitaria e quindi provo un gigantesco senso di soddisfazione quando le persone mi scrivono che hanno iniziato a fare volontariato grazie a me. Vuol dire che ho seminato bene". 

Sui social Morello, con il suo approccio positivo, parla anche dell'importanza di prendersi cura della propria salute mentale, contribuendo a normalizzare un tema che per tanto tempo è stato un tabù. "Andare in terapia e risolvere i nostri traumi che non conosciamo e non pensiamo di avere è il miglior investimento che si possa fare", ha detto all'Adnkronos. "I social sicuramente giocano un ruolo fondamentale nel normalizzare un tema così importante e c'è indubbiamente un avvicinamento in corso, ma le generazioni passate esprimono spesso contrarietà verso la terapia e quelle voci ci condizionano. Ecco perché ne parlo: per mostrare che è qualcosa di normale".  

Prodotto da Midriasi e Compagnia della Rancia, con la regia di Mauro Simone, 'Non è un concerto' riprende con dodici nuovi appuntamenti a partire dal 20 novembre a Recanati (MC) al Teatro Persianiper poi proseguire il 22 novembre a Legnano (MI) presso il Teatro Galleria, il 27 novembre a Biella presso il Teatro Odeon, il 28 novembre ad Ivrea presso Officina H, il 30 novembre a Bari presso il TeatroTeam; il 1 dicembre a Pescara al Teatro Massimo; il 4 dicembre a Napoli al Teatro Augusteo; il 6 dicembre a Sondrio presso il Teatro Sociale; il 7 dicembre ad Alessandria al Teatro Alessandrino; il 10 dicembre a Lodi presso il Teatro alle Vigne: il 13 dicembre a Padova al Gran Teatro Geox e, infine, il 14 dicembre a Brescia al Teatro Clerici. (di Corinna Spirito) 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.