Ozpetek e Trinca, due ‘diamanti’ al Cineland di Ostia: l’evento sold out
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Ozpetek e Trinca, due ‘diamanti’ al Cineland di Ostia: l’evento sold out

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(Adnkronos) - È inarrestabile il successo di 'Diamanti' al box office. Mentre il film si appresta a raggiungere i 14 milioni di euro, il regista Ferzan Ozpetek e l’attrice Jasmine Trinca hanno mandato sold out le sale del Cineland

di Ostia per la proiezione della nuova pellicola del regista turco, distribuita da Vision Distribution. Ad accogliere il cast, alla fine delle proiezioni delle 18.30 e delle 20, applausi (tantissimi) e una platea entusiasta e commossa di spettatori di ogni età. "Il film l’ho visto tre volte e penso che lo rivedrò una quarta volta. Penso che sia la perfezione: 'Diamanti' è amore e quando le cose sono fatte con amore escono sempre al bacio", dice una signora alla fine della proiezione. E poi c'è chi ha trovato il film "gratificante per tutte le donne, uno spaccato della nostra società", ma anche "uno dei film più belli che abbia mai visto negli ultimi anni, lo consiglio a tutti, soprattutto alle ragazze". Alla fine di ogni proiezione non sono mancati selfie e autografi.  

Continua ad essere vincente l'operazione dei saluti in sala con il cast. E l'evento al Cineland di Ostia ne è un esempio: "grande soddisfazione non solo nell’andare al cinema, ma anche aver incontrato Ozpetek e Trinca", dice una signora. "Lo consiglierei a tutti, soprattutto agli uomini", aggiunge il marito. Ma 'Diamanti' "non è un film contro gli uomini", spiega il regista, che aggiunge: "qui celebro le donne e, in alcuni passaggi del film, esalto il lato femminile degli uomini e non parlo di sessualità" attraverso i personaggi interpretati da Carmine Recano, Luca Barbarossa, e Edoardo Purgatori.  

Protagoniste del film sono 18 attrici, a partire da Luisa Ranieri e Jasmine Trinca. Il racconto parte da Ozpetek che convoca le sue attrici preferite, quelle con cui ha lavorato e quelle che ha amato. Vuole fare un film sulle donne ma non svela molto: le osserva, prende spunto, si fa ispirare, finché il suo immaginario non le catapulta in un’altra epoca, in un passato dove il rumore delle macchine da cucire di una sartoria teatrale riempie un luogo di lavoro gestito e popolato da donne, dove gli uomini hanno piccoli ruoli marginali e il cinema può essere raccontato da un altro punto di vista: quello del costume. Tra solitudini, passioni, ansie, mancanze strazianti e legami indissolubili, realtà e finzione si compenetrano, così come la vita delle attrici con quella dei personaggi, la competizione con la sorellanza, il visibile con l’invisibile. 

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