M¥SS KETA, Milano la incorona e lei cita il nuovo Papa
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M¥SS KETA, Milano la incorona e lei cita il nuovo Papa

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(Adnkronos) - Occhiali da sole e mascherina d'ordinanza a coprirle il viso, stivali neri col tacco piantati nel palco e testi espliciti che non risparmiano critiche affilate alla società e ai costumi moderni. M¥SS KETA torna nella

sua Milano per chiudere all'Alcatraz il tour nei club che è stato un manifesto di libertà e ironia tagliente. Dopo aver conquistato le capitali europee da Berlino a Londra, da Vienna a Parigi, e attraversato l'Italia, l'ambasciatrice di una certa Milano di cui ha sempre raccontato vizi e virtù, torna dove tutto è cominciato. Il tour, partito in primavera sull'onda lunga del nuovo album '.' (Punto) è un viaggio rituale tra ritmi a 8 bit, outfit 'pazzeski' e tanta provocazione.  

Sul palco milanese la M¥SS porta la sua versione personale del pop. Prima di lei la techno di Stabilinda scalda il pubblico, per poi lasciare la scena alla protagonista della serata. ''Habemus Papam, Je suis M¥SS KETA I e vi ricorderete di me nei sogni più bagnati o nei vostri incubi più significanti. Forse vi ricorderete di me come la prima donna a dire la messa. In questo clima di santificazione il primo giorno di Papato inizia col botto'' dice giocando con le parole di una sua canzone e strizzando l'occhio all'elezione del nuovo Papa Leone XIV. Quindi attacca 'It Girl', perfetto biglietto da visita della vita da M¥SS. In tutina di collant rossa e soprabito-parrucca bionda a coprirle il seno, da lì in poi è un susseguirsi di pezzi che divertono e fanno pensare, come 'Les Misérables', 'Botox' e 'Divorziata', brani che alternano ironia chirurgica e introspezione borderline.  

A colpire nel cuore pensano 'Nevrotika' e 'Vogliono essere me', due brani che raccontano il lato fragile e feroce di una diva che ha fatto del mistero il suo punto di forza. Non mancano banger certificati come 'Una donna che conta' e 'Le ragazze di Porta Venezia', inni pop-femministi che l'hanno consacrata nella club-culture. Dal palco la performer non risparmia stilettate all'esecutivo: ''Quando c'è un governo che crede che noi non esistiamo dobbiamo urlare più forte - dice al suo pubblico - noi esistiamo, viviamo, votiamo e lottiamo. Ci sono un sacco di compagni qui, sono tempi bui ma noi siamo ragazze di Porta Venezia e resistiamo''. 

All'appello in scaletta anche 'Vendetta' e 'Finimondo', 'Pazzeska' e l'iconica 'Milano Sushi & Coca'. Gran finale con l'esplosione techno di '160BPM', tra glitch e synth che richiamano l'estetica sonora e caotica dei Crystal Castles. Anche in questo tour, M¥SS KETA dimostra che si può essere dissacranti e profondi, pop e politici, sacri e profani senza alcun compromesso. Milano non rappresenta solo la fine di un tour ma celebra la consacrazione di un'artista e che ha fatto della performance la sua identità e reso l'anonimato il volto più sincero e autentico che ci sia. (di Federica Mochi) 

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