Jamie xx, a Milano la sua giostra electro
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Jamie xx, a Milano la sua giostra electro

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(Adnkronos) - Se c’è un artista capace di mettere d’accordo tutti, raver incalliti, fan dell’elettronica con aria da intellettuali e il popolo dei festival indie, quello è Jamie xx. Insieme a The xx con Romy e

Oliver Sim, il dj e producer britannico, al secolo James Smith, è uno dei nomi di spicco della scena alternativa dell’ultimo decennio. Non a caso, oltre alle nomination ai Grammy, all’attivo vanta collaborazioni con stelle del pop e del rap del calibro di Miley Cyrus, Tyler, the Creator e ha remixato artisti come Florence and The Machine e Radiohead. 

Nell’area industriale del Carroponte di Milano, Jamie xx tiene un set capace di accarezzare e far ballare, tra visual ipnotici che proiettano le immagini live del pubblico e una scaletta che scava a fondo dai suoi due album. Si parte con l’atmosfera rarefatta dell’intro ‘Wanna’, dell’ultimo lavoro ‘In Waves’, seguita subito da ‘Treat Each Other Right’ per passare in rapida successione a hit come ‘Gosh’, il mantra tribale tratto da ‘In Colour’ (2015) con la sua stratificazione di beat ed echi di jungle e grime. 

Il crescendo di bassi potenti, synth e ritornelli contagiosi, raggiunge il suo apice con l’intreccio dei sample vocali di ‘All You Children’, che occhieggia alla golden age del rave. E poi il minimalismo pop di ‘Loud Places’, e i refrain ossessivi di ‘Kill Dem’ e ‘Baddy On The Floor’. Il Carroponte è gremito, tra ragazzi di varie nazionalità con occhiali da sole, cappellini e lo smartphone in mano per immortalare ogni istantanea del set. Non manca una parentesi di Italo disco, con ‘Ti voglio’ di Ornella Vanoni cantata in coro dai presenti. Il finale è affidato a ‘Dafodil’ (feat. Kelsey Lu, John Glacier & Panda Bear), un collage psichedelico con il quale congeda il pubblico. 

Il nuovo album ‘In Waves’, uscito nel settembre 2024, è la chiave per capire questo momento fortunato della carriera di Jamie xx. Lontano dalle nostalgie più indie ‘In Colour’, il disco si addentra in territori più sperimentali, tra breakbeat, Uk bass, e soul campionato. È tutto e niente insieme. Anche in questo caso le collaborazioni non mancano: Romy, The Avalanches, Kelsey Lu, Panda Bear danno un tocco umano e imprevedibile a un album che resta profondamente personale. E nel live, tutto torna e si rimescola. 

A dieci anni dal suo primo album solista, si può dire che Jamie xx abbia centrato un equilibrio raro: parlare contemporaneamente a due mondi. Da un lato, i grandi festival internazionali - dalle arene americane al Primavera Sound, fino al Rock En Seine di Parigi, dove ad agosto chiuderà il suo tour - dall’altro, un pubblico più di nicchia, fatto di chi studia i beat della scena londinese e ammira la precisione con cui li ha trasformati in un linguaggio globale da impianti giganteschi, restando fedele all’essenza del suo background. (di Federica Mochi) 

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