Pif rivela: "Ho rischiato di far chiudere le Iene e mettere fine alla mia carriera"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
13
Sab, Giu

Abbiamo 3181 visitatori e nessun utente online

Pif rivela: "Ho rischiato di far chiudere le Iene e mettere fine alla mia carriera"

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Ho rischiato di far chiudere le Iene e troncare la mia carriera". A raccontarlo è Pif. Lo scrittore e conduttore televisivo ospite del podcast 'Tintoria' ha raccontato aneddoti e retroscena della sua carriera e della sua

vita. Dai temi delle superiori scritti contestando Andreotti fino all’incontro con lui, dai viaggi in Inghilterra fino al destino scampato da assicuratore a Frosinone, dal set con Franco Zeffirelli e il suo cane a un corso da autore televisivo che gli ha cambiato la vita.  

Pif, a Daniele Tinti e Stefano Rapone, ha raccontato i segreti del suo lavoro: Le Iene, Il Testimone, i film, la sua battaglia contro la mafia. Ha inoltre svelato un aneddoto di quando lavorava alle Iene e avrebbe rischiato di far chiudere il programma. "Ho rischiato di far chiudere le Iene e troncare la mia carriera. Premessa: le Iene a quei tempi fecero un servizio in cui andavano a intervistare i parlamentari italiani e poi con una scusa arrivava una truccatrice a tamponare il sudore. In realtà era un modo per capire se una persona si drogava. Venne fuori che l’80% dei senatori si drogava. I politici si incazzarono 'un tantino' e addirittura la Guardia di Finanza andò a bussare a casa di Davide Parenti alle sei di mattina". "Io invece facevo cose minchione e c’era questo servizio in cui un autore che si fingeva giornalista faceva una domanda a un politico, poi si fermava e arrivavo io vestito da portaborse e dicevo 'Onorevole mi scusi poi per quell’affare tutto a posto, vogliamo festeggiare con delle ragazze?' - ha proseguito Pif - in un momento in cui ancora non esisteva il bunga bunga, o niente del genere. Un giorno chiedo all’operatore che era con noi di darmi un suo pacchetto di sigarette così lo avrei lasciato all’intervistato in modo da metterlo ancora più a disagio. Prima di fare questa cosa - per puro scrupolo - ho aperto il pacchetto per vedere se c’era qualcosa e ci ho trovato dentro un 'tocco' di fumo. Se non avessi controllato sarei andato da un senatore con quello, lui avrebbe aperto e avrebbe chiamato i Carabinieri. Avrebbero chiuso lene e io sarei finito".  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.