(Adnkronos) - I conflitti dell'adolescenza tra le difficoltà dettate dalla ricerca della propria identità, le aspirazioni schiacciate dalle aspettative degli adulti, cyberbullismo e i pregiudizi sono al centro della nuova serie tv
Spesso "noi giovani ci sentiamo abbandonati - riflette Di Pasca - anche a causa del rapporto distante che a volte abbiamo con i nostri genitori: si parla poco, ci si vede di rado, si condividono pochi momenti. Ma nonostante tutto, non dobbiamo mai perdere la speranza, perché c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarci e ad aiutarci a superare ogni ostacolo". Le nuove generazioni "vengono classificate come pigre e senza voglia", dice l'attrice. E questo porta a "sottovalutare le nostre ambizioni. Agli adulti voglio dire: permetteteci di dimostrare le nostre capacità, dateci opportunità e spazi", sottolineano l'attore Edoardo Miulli, che aggiunge: "Essere giovani al giorno d'oggi non è facile. Sentiamo un enorme peso sulle spalle. E quel peso sono le aspettative degli adulti".
La serie - diretta da Alessandro Celli - segue un gruppo di studenti divisi inizialmente in due gruppi contrapposti. Siamo a Pisa, nella Terza D della scuola media Montalcini: è questo il regno degli Insiders, il cui leader è il ragazzo più popolare della scuola, Claudio (Carrino), spalleggiato dal suo migliore amico Dario (Miulli). A sfidarli è la nuova arrivata, Terry (Malavasi) che, appena trasferita da Roma, forma un nuovo gruppo, quello degli Outsider. La rivalità è da subito accesissima, ma quando la scuola sarà divisa in due da un vero muro, Insider e Outsider sapranno unirsi per abbattere le barriere fisiche e relazionali che li separano. "Viviamo in una società in cui è il pregiudizio a decretare chi è dentro e fuori dal gruppo. Quindi, secondo me, è fondamentale continuare a lavorare per abbattere le barriere relazionali ed emotive", dice Miulli. Alessandro Celli, regista della serie, spera che "'RIV4LI' sia davvero il prodotto che le nuove generazioni stavano aspettando. Continuo a credere nell’importanza di avere un rapporto diretto con il pubblico, parlando in prima persona agli spettatori per condividere con loro dubbi, insicurezze e riflessioni legate alla crescita. Sono sicuro che questa serie possa essere motivo di discussione tra i ragazzi sul tema dell'inclusività e sull’importanza del rispetto reciproco", conclude.
