(Adnkronos) - "Nel Fantacalcio si creano dei rapporti in cui ognuno ha libertà di mandarsi a fa***lo, che è un modo di saper gestire gli attimi di tensione tra amici. Una modalità di confronto". Così all'Adnkronos il
"Questo film (prodotto da Qmi, ndr) ci dice che la società di oggi ha bisogno di rapporti umani e di amicizia per poter cercare di sorridere anche quando le cose sono meno piacevoli. E' un film sulla comunità e sul fatto che l'idea di comunità è l'unica cosa che ci unisce e far stare meglio", spiega Federici, fantallenatore "di due leghe storiche" in cui tutti partecipano "per stare insieme e non per soldi". Questa storia "non vuole porre l'accento sulla violenza perché il fanatismo è all'interno di una comunità di amici in cui si risolve tutto con un 'vaffa'", dice Francesco Russo, tra i protagonisti del film. Il fantacalcio "è dove buttiamo tutte le frustrazioni della nostra vita quindi è un momento per avere una rivincita", riflette Giacomo Ferrara.
'Ogni maledetto Fantacalcio' fa anche una riflessione sulla competizione, che si estende in ogni ambito della società. "Nel cinema c'è competizione, che viene indotta dal nostro sistema che non è tanto basato sul fatto di emozionare, regalare qualcosa agli spettatori ma spesso si riduce tutto a premi, a quante volte si finisce sul giornale o a chi la spara più grossa. E questo crea una competizione malsana nel nostro mestiere", racconta Russo. Parole condivise anche da Ferrara "anche se mi capita spesso di trovare una competizione sana, ovvero vedere nel lavoro degli altri qualcosa che effettivamente mi piace e mi stimola a migliorare". Quindi, "dovremmo ragionare in questo senso", conclude Ferrara.
