Mahmood, Agnelli e gli anni '80, a Milano la grande festa di 'Stranger Things'
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Mahmood, Agnelli e gli anni '80, a Milano la grande festa di 'Stranger Things'

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(Adnkronos) - C’è Vecna che fissa gli ospiti già all'ingresso. Una riproduzione gigante, inquietante il giusto, piazzata davanti al Fabrique di Milano come a dire: 'benvenuti a Hawkins, l’uscita non è garantita'.

È da qui che inizia ‘Stranger Sounds’, la serata-evento con cui Netflix ieri sera ha accompagnato i fan verso l’ultimo, atteso capitolo di ‘Stranger Things’, in arrivo il primo gennaio 2026 alle 2 del mattino. Dentro al locale, la musica è protagonista. Del resto, in ‘Stranger Things’, la serie dei fratelli Duffer, la colonna sonora non è mai stata un semplice contorno ma parte della sceneggiatura, quasi un personaggio aggiunto. Senza ‘Should I Stay or Should I Go’ dei Clash, Will Byers forse non sarebbe mai tornato dal Sottosopra. E senza ‘Running Up That Hill’ di Kate Bush, Max non avrebbe avuto una via di fuga dalle grinfie di Vecna, il villain tragico e complesso introdotto nella quarta stagione.  

Canzoni che nella finzione hanno salvato vite, e riportato gli anni Ottanta in cima alle classifiche di mezzo mondo. ‘Stranger Sounds’ è stato un viaggio musicale attraverso tutte le stagioni della serie, su due palchi, tra luci rosse, file di strumenti musicali al centro della sala e un allestimento retro. A guidarlo, una line-up che mescola pop, rock e alternative italiano: Mahmood, Francesca Michielin, Manuel Agnelli, Rose Villain e i Rockin’1000 – Power 50, cinquanta elementi tutti con la t-shirt dell’Hellfire Club, il club di Dungeons & Dragons capitanato da Eddie Munson nella quarta stagione, diventato simbolo ribelle per i fan della serie. C’è chi è arrivato alle 10 del mattino pur di conquistare il fronte palco. E quando parte la musica, si capisce perché.  

Il dj set è curato da Francesco Quarna, mentre Federico Russo di Radio Deejay conduce la serata, che ripercorre l’intero universo sonoro di Stranger Things: da ‘Africa’ dei Toto alle atmosfere più oscure, passando per i brani che hanno segnato momenti chiave della serie. Manuel Agnelli apre una delle sequenze più potenti con ‘Should I Stay or Should I Go’, issato in una fessura-portale, per poi virare su ‘Atmosphere’ dei Joy Division e infine si cimenta in una rivisitazione metal di ‘Master of Puppets’ dei Metallica, assieme a tre membri di Rockin’ 1000, in omaggio a Eddie Munson e a una delle scene più iconiche della serie. Spazio anche al pop e all’ironia: Francesca Michielin, impeccabile, interpreta ‘Running Up That Hill’. E insieme a Federico Russo guida un momento karaoke sulle note di ‘The NeverEnding Story’.  

C’è anche spazio per un inatteso momento show-ball. Rose Villain gioca invece con l’estetica e il mood Eighties, passando da ‘Material Girl’ di Madonna a ‘Time After Time’ di Cyndi Lauper, fino a ‘Psycho Killer’ dei Talking Heads. Mahmood, elegantissimo in giacca e cravatta, chiude la serata lasciando la sala letteralmente sottosopra con una versione intensa e raffinata di ‘Who Wants to Live Forever’ dei Queen. 

L’invito al pubblico era di vestirsi a tema anni Ottanta, e la risposta è stata totale: giacche di denim, tute fluo, leggings, fasce nei capelli e una marea di t-shirt dell’Hellfire Club. Un cosplay spontaneo, che ha garantito un ultimo grande abbraccio a Eleven, Mike, Dustin, Lucas e a tutta Hawkins. A fine serata, gadget per tutti: un kit speciale con un’edizione celebrativa di ‘Cioè’ - rivista iconica degli anni Ottanta-Novanta - e drink a tema come Vecna Tonic, Hopper Beer, Soprasotto e Demogorgon Spritz. Dettagli di un evento pensato per salutare, a suon di musica, una delle serie più amate degli ultimi anni. (di Federica Mochi) 

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