Fondazione Madre, l'impegno sociale di Achille Lauro per i giovani fragili
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Fondazione Madre, l'impegno sociale di Achille Lauro per i giovani fragili

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(Adnkronos) - Un progetto strutturato e concreto, pensato per durare nel tempo. Con la nascita di Fondazione Madre, prende forma l’impegno sociale di Achille Lauro, al secolo Lauro De Marinis, a sostegno dei giovani in difficoltà,

insieme al socio Andrea Marchiori. La Fondazione nasce con l’obiettivo di intervenire sulle fragilità giovanili offrendo opportunità di cura, ascolto e rinascita a ragazzi e ragazze spesso lontani dai percorsi tradizionali di supporto. La direzione generale è affidata a Lorella Marcantoni, affiancata da un comitato tecnico-scientifico composto da Clementina Cordero di Montezemolo, Arnoldo Mosca Mondadori e Giuliana Baldassarre. Il nome 'Madre' richiama protezione, cura e accoglienza. Il logo, una farfalla, rappresenta invece il percorso di trasformazione e rinascita. La Fondazione è strutturata come fondazione di partecipazione e opera mettendo al centro la persona e la dignità.  

Durante la presentazione nella Biblioteca Braidense della Pinacoteca di Brera, a Milano, Achille Lauro racconta le motivazioni del suo impegno: "Ci tengo a dire che è dovere di ognuno di noi rendersi conto che c’è tanta gente in difficoltà e che, in proporzione a ciò che si ha, dobbiamo ricordarci di essere al servizio degli altri. Questi progetti sono in cantiere da un po’ ed è per me un grande sogno poterli realizzare. Sono contento, perché sono stato cresciuto da una madre che mi ha insegnato il valore dell’accoglienza e del dare indietro”. L'artista ha spiegato: "In questi momenti belli della carriera sento l’esigenza di fare qualcosa che qualcuno ha fatto per me: guidarmi. Mi sento fortunato a condividere questo percorso con persone stupende. Il mio impegno non nasce oggi: l’ho sempre portato avanti nella vita privata".  

Dall'incontro con Lorella Marcantoni è nato in passato un percorso con i più piccoli: "Non pensavo di essere pronto a confrontarmi con bambini gravemente malati ma anche solo un’ora di svago per questi ragazzi è un regalo immenso. Dobbiamo ricordarci di quanto siamo fortunati. È importante avere a cuore il ragionare come comunità. Nel nostro Paese ci sono persone stupende che lavorano nel terzo settore. N oi vogliamo operare come un insieme, connettendoci ad altre realtà per fare tante cose belle". Un impegno, quello del cantante, che non nasce oggi: "Sono cinque anni che incontro ragazzi negli ospedali e nelle carceri - ha ricordato -. Sono emozionato nel condividere che ora questo impegno ha preso forma concreta: una realtà strutturata, che passa da sogno personale ad azione reale".  

Con Andrea Marchiori ha stretto un profondo legame: "E' una persona fatta per restare - racconta - è nata una grande amicizia e condividiamo la stessa voglia di fare. Il nostro obiettivo è lasciare un grande segno. Possiamo davvero fare la differenza sia nella divulgazione sia tramite azioni concrete. Il mio duro lavoro è diventato una fortuna, e questa fortuna deve diventare fortuna per chi non la ha". Lauro ha spiegato anche l’origine del nome della Fondazione: "Il concetto di madre sta a cuore a tutti noi. Lo slogan è nato così: 'Accoglie, protegge, guida e dona'. Sono le stesse cose che fa una madre. Questo racchiude significato, missione e valori della Fondazione Madre. Come logo abbiamo scelto la farfalla, simbolo di trasformazione e rinascita". Il primo intervento concreto sarà Casa Ragazzi Madre, una struttura di accoglienza che sorgerà a Zagarolo, vicino Roma, destinata a giovani tra gli 11 e i 21 anni che vivono situazioni di difficoltà legate a dipendenze, salute mentale e comportamenti a rischio. La gestione sarà affidata a un ente sociale guidato da Don Giovanni Carpentieri. 

Spiega Lauro: "Non sarà solo un edificio ma una vera casa, con l’obiettivo di sostenere e ospitare ragazzi. È un progetto impegnativo che inizia oggi e che sarà raccontato passo dopo passo fino a diventare reale. Questa casa sarà un presidio sul campo". Un progetto legato anche alla sua storia personale: "Don Giovanni veniva con mia madre a fare incursioni per aiutare ragazzi che ne avevano bisogno, tra cui ragazze di strada: mangiavano con noi a tavola. Questa cosa mi ha aiutato e portato fin qui. Per me oggi è commovente: è il lascito di una madre che continua a dare fiducia. Dieci anni fa il disco che mi ha portato a essere ciò che sono si chiamava proprio 'Ragazzi Madre', e ora ci ritroviamo ad aiutare giovani in difficoltà. È un sogno che prende vita". 

Accanto a questo primo progetto nascerà Ali nelle Corsie, l’iniziativa che porta ascolto e speranza ai giovani fragili nei reparti pediatrici e negli istituti penali per i minorenni, attraverso incontri e laboratori con il coinvolgimento di artisti, sportivi e professionisti, restituendo visibilità e dignità a ragazzi spesso marginalizzati. "Un progetto negli ospedali per rendere il loro cammino più lieve - sottolinea l'artista -. Gli ospedali sono bolle dove ogni struttura sociale decade: lì la priorità è la salute". Nei prossimi mesi sono previsti eventi di presentazione e coinvolgimento sui progetti, con l'obiettivo di estenderli: "L’idea è partire da Zagarolo, testare e confermare il modello e poi portarlo in tutta Italia o anche a livello internazionale". Lorella Marcantoni ne sottolinea il valore concreto: "Zagarolo sarà un luogo in cui qualcosa di strutturato e competente potrà svolgere un ruolo fondamentale in un contesto bello e curato. I ragazzi accolti saranno una ventina: possono sembrare pochi ma ognuno in più è un successo, perché quando riusciamo a salvarne uno è già tantissimo. Partiranno raccolte fondi affinché tutti possano partecipare". 

Sul ruolo che potrebbero avere i colleghi artisti, Lauro chiarisce: "Spezzo una lancia a favore dei colleghi del rap: questo genere ha codici e linguaggi che funzionano a livello mondiale. Ma ognuno fa ciò che può nella propria vita privata, molti fanno donazioni e assistono ragazzi. Sicuramente verranno coinvolti, sia con donazioni dirette sia con progetti musicali. Cercherò di coinvolgere i miei colleghi nel sostenerci". E sull’uso dell’arte come strumento terapeutico osserva: "Credo che la musica e l’arte siano percorsi terapeutici, quindi sicuramente sarà una naturale evoluzione delle cose. Ci sono tante idee sul tavolo e la musica verrà messa a servizio". 

In vista della sua presenza a Sanremo, il 25 febbraio prossimo, come co-conduttore al fianco di Carlo Conti, Lauro non nasconde che sarebbe un buon momento anche per parlare della neonata Fondazione: "È un discorso su cui stiamo ragionando. A me piacerebbe. Ne parleremo con il direttore artistico, visto che i tempi sono quelli che sono. Spero ci sarà spazio per un fuori programma di 2-3 minuti. Altrimenti chiamerò sicuramente Mara Venier: sarà contentissima di partecipare. Spero che negli anni si sviluppino anche progetti televisivi per raccogliere fondi. È bello perché questo settore riunisce mondi diversi. Io cercherò di usare tutti i canali a mia disposizione: se non sarà possibile a Sanremo, andrò a citofonare a zia Mara". 

Sul contesto sociale attuale, con il disagio giovanile allarmante, l'artista è diretto: "Noi cerchiamo di trovare soluzioni. Al netto del peggioramento della situazione, credo che la vita sia difficile. In generale, in tempi come questi, è fondamentale lavorare come insieme di persone e non in modo individuale". Dalla casa di accoglienza di Zagarolo ai reparti pediatrici, il progetto si propone dunque di intercettare il disagio dove è più invisibile. (di Federica Mochi) 

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