Gianmarco Tognazzi a 'Ciao Maschio': "Il mio cognome è una responsabilità, non un peso"
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Gianmarco Tognazzi a 'Ciao Maschio': "Il mio cognome è una responsabilità, non un peso"

Spettacoli
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(Adnkronos) - Gianmarco Tognazzi si racconta a 'Ciao Maschio', ospite di Nunzia De Girolamo. Nel corso dell’intervista, in onda su Raiplay e su Rai1 sabato 18 aprile, l’attore si sofferma innanzitutto sul rapporto con il padre e

sulla lunga ricerca del suo consenso, vissuta come un traguardo profondo e personale. "Credo che questo valga un po’ per tutti i figli", spiega, raccontando di un padre che in famiglia lasciava grande libertà, ma che concedeva raramente approvazione esplicita. E aggiunge: "Raggiunto quell’obiettivo ovviamente per me è il premio più grande". Spazio poi a una delle domande che, ammette, gli è stata rivolta più spesso: quella sul peso di un cognome così importante. La sua risposta, però, è netta e anche provocatoria: "A me non mi pesa, anzi, certo è una responsabilità, ma non mi pesa. Ma a voi, che me lo chiedete in continuazione, quanto vi pesa?". Un modo diretto per ribaltare la prospettiva e chiarire che il problema, semmai, appartiene più a chi guarda da fuori che a chi quel cognome lo porta ogni giorno. 

Nel dialogo con Nunzia De Girolamo, Tognazzi precisa infatti di non aver mai vissuto il suo essere figlio d’arte come una gara o una competizione: "Almeno io non l’ho mai vissuto come un peso. Ripeto, come una responsabilità, sì, ma non perché ci sia un confronto, una competizione". E sottolinea: "Chi pensa che il figlio faccia questo lavoro per stabilire una gara sul padre, sbaglia". L’intervista si sposta poi su un ricordo intenso legato all’esperienza di Sanremo, affrontata in un momento fisicamente molto delicato. Tognazzi racconta infatti la paura provata poco prima di scendere la celebre scala dell’Ariston: "La più grossa paura che avevo io in quel momento era quella di andare lungo per la scala", confessa, spiegando che meno di un mese prima si era infortunato gravemente al ginocchio sinistro. "Il mio terrore più grande era andare lungo giù per la scala". 

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