(Adnkronos) - “La Trappola di Venere”, progetto culturale ideato e interpretato da Gianluca Mech e dedicato alla sensibilizzazione e alla prevenzione della violenza di genere, approda in tv. Un evento speciale, che ha visto la
partecipazione di ospiti del mondo dello spettacolo, delle istituzioni, del diritto, della psicologia e dell’associazionismo, riuniti in una serata intensa di confronto, testimonianze, musica e riflessione sociale è stato registrato per una futura messa in onda televisiva, presso lo Studio 12 di Canale Italia a Rubano (Padova). Il progetto di Mech, che promuove un approccio innovativo rivolto anche agli uomini, ai segnali emotivi e psicologici che precedono comportamenti tossici e alla necessità di chiedere aiuto prima che sia troppo tardi, dopo essere stato presentato alla Camera, nelle scuole di Castelvetrano, allo Spazio Tenco durante il Fuori Sanremo e al Consiglio Regionale del Piemonte, ha scelto la formula televisiva per ampliare ulteriormente il proprio messaggio e raggiungere il maggior numero possibile di persone.
“La Trappola di Venere” continua infatti a promuovere un percorso di consapevolezza culturale ed emotiva, invitando soprattutto gli uomini a riconoscere in tempo pensieri ossessivi, paure, fragilità, dinamiche di possesso e comportamenti disfunzionali che, se ignorati, possono degenerare in violenza. “La prevenzione comincia molto prima del reato: inizia quando si trova il coraggio di fermarsi, riconoscere ciò che si sta vivendo e chiedere aiuto”, è stato il messaggio centrale emerso durante la serata. A condurre l’evento sono stati Elisa D'Ospina e Gianluca Mech, affiancati dalla madrina della serata Valeria Marini, che ha portato una forte testimonianza personale dichiarando di essere stata anche lei vittima di violenza di genere.
Nel suo intervento, Valeria Marini ha inoltre lanciato un appello pubblico affinché venga introdotta una regolamentazione sul modo in cui i casi di femminicidio e violenza vengono trattati dai media e nei programmi televisivi, denunciando il rischio di trasformare gli autori di questi crimini in personaggi mediatici involontariamente emulabili da menti fragili e vulnerabili. La showgirl ha sottolineato la necessità di raccontare questi temi con sensibilità, equilibrio e responsabilità, mettendo al centro le vittime e non gli aggressori. Tra gli ospiti intervenuti durante la serata anche Moira Fontana, presidente di Cna Impresa Donna Veneto, che ha sottolineato l’importanza dell’indipendenza economica, del sostegno alle donne e della costruzione di una cultura del rispetto anche nel mondo del lavoro e dell’impresa.
Tra gli interventi più significativi anche quelli degli avvocati Erika Stefani e Riccardo Todesco, della psicoterapeuta Valentina Marsella, del direttore generale del Moige Antonio Affinita, della presidente di Kiwanis San Marino Michaela Ángel, della rappresentante di Casa Africa ODV Gemma Vecchio e del giurista esperto di nuove tecnologie Andrei Anghel, che ha affrontato il tema dei deepfake e della violenza digitale.
Momenti particolarmente emozionanti sono stati affidati alle performance artistiche di Luigianna Greco, alle letture sceniche dedicate alle vittime e ai familiari, e agli interventi poetici del giornalista e autore Gianluca Versace. L’iniziativa, organizzata gratuitamente da Tagas per finalità sociali, si è svolta con il patrocinio della Regione del Veneto e con il sostegno di associazioni e realtà impegnate nella diffusione della cultura del rispetto, della prevenzione e dell’educazione emotiva.
