Gabriel Garko: "Ho vissuto in una gabbia per la mia omosessualità, oggi sono libero"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
04
Mar, Ago

Abbiamo 4764 visitatori e nessun utente online

Gabriel Garko: "Ho vissuto in una gabbia per la mia omosessualità, oggi sono libero"

Spettacoli
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Dal papà scomparso durante il Covid al matrimonio celebrato in segreto. Gabriel Garko si racconta a Ciao Maschio, ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata che andrà in onda domani, sabato 16 maggio, in una

conversazione intensa, senza maschere. L’attore ripercorre gli anni della carriera, il peso di un’immagine costruita intorno a lui e la libertà conquistata oggi.  

"Oggi posso rendermi conto che forse ho vissuto in una gabbia. Mentre ci vivi non te ne rendi conto", ammette Garko ricordando gli esordi della sua carriera. Poi racconta: "Io ho iniziato a fare questo lavoro quando avevo 16 anni. Ho iniziato poi venendo a Roma a 18. Plasmare un ragazzo di quell’età è molto facile". 

L’attore spiega di essersi affidato, da giovanissimo, alle persone che aveva intorno: "Avevo delle persone di riferimento con cui lavoravo, con cui ho iniziato, che mi dicevano determinate cose. O ci credevo, oppure non avevo, come oggi, un’esperienza tale da poter dire sì o no. Ho sempre creduto a tutto quello che mi veniva detto. All’epoca in cui ho iniziato io forse era giusto così. Ma non fino al punto in cui l’ho vissuta io, perché comunque sia era tutto un inganno".  

Garko parla anche della sua omosessualità e del modo in cui, secondo il suo racconto, veniva utilizzata come forma di pressione: "È vero che poteva essere un problema, ma diventava un laccio con cui tenermi a bada. Quindi se io mi muovevo un po’ troppo, ritiravano il laccio". 

L’attore parla poi del suo matrimonio, celebrato nel 2023, e della scelta di non spettacolarizzare la propria vita privata. "Non è che l’ho tenuto segreto, perché comunque le persone che erano vicino a me lo sapevano tutti. Però non ho spettacolarizzato", spiega. "Non mi piace questo, perché comunque faccio questo lavoro, che è lo spettacolo. È il mio lavoro. La mia vita non vorrei spettacolarizzarla". 

L'attore si commuove parlando della sua famiglia e del padre. "La mia famiglia è una famiglia un po’ particolare, perché magari non ci sentiamo anche per un po’, però siamo molto uniti", racconta. "Mi hanno sempre protetto i miei genitori. Mio papà e mia mamma mi hanno sempre appoggiato su tutte le scelte che ho fatto. A casa mia, a casa dei miei genitori, ero me stesso. Lo sapevano, quindi non c’era nessun problema". E ricorda anche una frase della madre: "Mia madre mi ha sempre detto: vieni a casa, non andare in giro piuttosto di fare marachelle". 

Poi il racconto si sposta sul padre, scomparso durante il Covid. Alla domanda di Nunzia su cosa avrebbe voluto dirgli: "Durante il Covid purtroppo non è stata una bellissima esperienza. Tante persone l’hanno vissuta come me, perché non hai più modo di vedere la persona. Vai in ospedale, è finito, e poi dopo lo rivedi da morto. Quindi sicuramente ci sono cose che avrei voluto dirgli".  

L’attore definisce il rapporto con il padre "particolare", fatto di conflitto ma anche di grande rispetto: "Io e mio padre avevamo un rapporto particolare, perché era conflittuale ma allo stesso tempo di grande rispetto. Lui mi rispettava tanto perché sono riuscito a ottenere quello che volevo nella vita. C’era un rapporto molto franco". 

Poi il ricordo più intimo, durante il quale Garko si commuove: "Mio padre era una persona molto aperta di testa. Quando ha saputo che ero omosessuale mi ha detto: “Potevamo immaginarlo che tra te e quella persona non c’era una semplice amicizia”". E ancora: "Mi disse: “L’importante è che tu abbia la salute”. Avevo 17 anni, quindi ero piccolo. Sono ricordi belli, ma comunque tosti". 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.