Cannes 2026, da Claudia Cardinale con il ghepardo alla simpatia per Hitler di von Trier: i momenti memorabili
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Cannes 2026, da Claudia Cardinale con il ghepardo alla simpatia per Hitler di von Trier: i momenti memorabili

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(Adnkronos) - Al Festival di Cannes le scene memorabili non sono solo quelle che scorrono sul grande schermo. In 79 edizioni è successo di tutto. E forse anche di più: da Claudia Cardinale che passeggia sulla Croisette con un

ghepardo vero alla frase choc di Lars von Trier su Hitler. Uno dei primi episodi che coinvolsero il cinema italiano risale al 1960, quando 'L'avventura' di Michelangelo Antonioni venne fischiato così duramente da far scoppiare in lacrime Monica Vitti. Nonostante tutto, il film vinse il Premio della Giuria. Tre anni dopo, nel 1963, arrivò una delle celebri "lucherinate": per l'anteprima mondiale de 'Il Gattopardo', il press agent Enrico Lucherini affittò un ghepardo da un circo vicino a Cannes per far passeggiare Cardinale e il co-protagonista Burt Lancaster sulla spiaggia del Carlton con un felino vero. Nel 1985 Jean-Luc Godard, in concorso con 'Détective', si ritrovò una torta in faccia: l’autore del gesto era l’anarchico belga Noël Godin, alias Georges Le Gloupier, celebre per le sue incursioni 'dolci'. Due anni dopo, nel 1987, la Palma d’oro a 'Sotto il sole di Satana' scatenò fischi e urla: molti critici avrebbero voluto premiare 'Il cielo sopra Berlino' di Wim Wenders. Il regista Maurice Pialat rispose al pubblico alzando il pugno e dichiarando: "Se non vi piaccio, sappiate che nemmeno voi mi piacete". Una reazione che ispirò, in modo meno elegante, Quentin Tarantino: nel 1994, criticato da una spettatrice dopo la vittoria di ‘Pulp Fiction’, le rivolse un sorriso e il dito medio.  

 

Il 1991 è passato alla storia come l’anno del ‘triplete’ dei fratelli Coen: 'Barton Fink' vinse Palma d’oro, Miglior Regia e Miglior Attore. Le polemiche furono tali che da allora il regolamento è cambiato: il film vincitore della Palma non può più ricevere altri premi. Nel 1997 si racconta che la presidente di giuria Isabelle Adjani impose agli altri membri la sua dieta a base di ravanelli, peperoni e proteine sintetiche. Il 1998 fu l’anno dell’irresistibile Roberto Benigni: dopo il Grand Prix per 'La vita è bella', saltò sulla poltrona, sollevò Isabelle Huppert - alla conduzione delle cerimonie di apertura e chiusura - e baciò i piedi di Martin Scorsese, presidente di giuria. Sophie Marceau regalò due momenti in cui non lasciò nulla all’immaginazione: nel 2005 per una spilla caduta dall’abito mostrò involontariamente il seno, nel 2015 per uno spacco vertiginoso che, complice il vento, si intravidero le mutandine color carne. Anche se dagli articoli di allora c’è chi ha sostenuto che non indossasse nulla.  

 

Il 2011 fu l’anno dell’espulsione di Lars von Trier: durante la conferenza stampa di 'Melancholia' dichiarò: "Capisco Hitler, simpatizzo un po’ con lui". Il Festival lo dichiarò "persona non grata", pur lasciando il film in Concorso. Nel 2016 toccò ai fischi per 'The Last Face' di Sean Penn, con Javier Bardem e Charlize Theron. La pellicola fu accusata di aver spettacolarizzato la violenza nei conflitti africani. Nel 2013 Steven Spielberg assegnò la Palma d’Oro a ‘La vita di Adele’, attribuendola eccezionalmente anche alle due protagoniste Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos. 

Il 2018 fu segnato dalla marcia delle 82 donne guidate da Cate Blanchett e Agnès Varda: un gesto simbolico contro le discriminazioni sulle donne, per la parità salariale e per un trattamento più equo nell’industria cinematografica e non solo. Ottantadue non fu un numero scelto a caso, ma per ricordare le sole 82 registe in concorso dal 1946 a quell’anno, contro i 1.645 uomini. Sempre nel 2018 Marcello Fonte vinse il premio per la Miglior interpretazione maschile per 'Dogman' di Matteo Garrone. Si racconta che il produttore lo abbia prelevato a Roma mentre stava andando a fare la spesa e che qualcuno, forse il personale di bordo del jet privato, gli abbia prestato l’abito per la cerimonia. Scorrendo il rullino dei ricordi di Cannes, c’è anche l’indimenticabile gaffe di Spike Lee nel 2021: salito sul palco della cerimonia di premiazione, annunciò per errore la Palma d’oro - 'Titane' di Julia Ducournau - prima di tutti gli altri premi. La platea rimase senza fiato, poi arrivarono le scuse. Nell’edizione 79, che si chiude questa sera con la cerimonia di premiazione, uno dei momenti destinati a restare è senza dubbio l’arrivo di John Travolta, che ha presentato il suo primo film da regista ‘Volo notturno per Los Angeles’. Atterrato al Festival pilotando il suo aereo privato e subito diventato virale per il nuovo look, basco francese e occhiali tondi dalla montatura sottile. "Mi sono detto: ‘Questa volta sono un regista, tu sei un attore quindi interpreta la parte di un regista, uno della vecchia scuola. Così ho cercato foto degli Anni 20, 30, 40, 50 e 60: i registi di allora indossavano berretti e occhiali. Ho pensato che fosse il modo giusto per rendere omaggio al mestiere, quindi ho deciso di interpretare la parte del regista", ha detto l’attore di 'Pulp Fiction' e 'Grease' alla 'Cnn'. E così, tra ghepardi veri, torte in faccia, fischi leggendari, gaffe memorabili e rivoluzioni sul tappeto rosso, Cannes continua a fare ciò che sa fare meglio: trasformare ogni edizione in un film imprevedibile, dove il cinema è solo l’inizio e il vero spettacolo accade ovunque. (di Lucrezia Leombruni) 

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