(Adnkronos) - "Il successo può ingabbiare. Invece di seguire quello che senti, rischi di fare cose che pensi possano funzionare. È come gli algoritmi che ripropongono formule già viste. Il successo nasce dalla connessione
Capatonda ha confessato anche un cambiamento personale legato alla notorietà: "Da quando sono diventato famoso mi incazzo meno, trattengo troppe cose. È un limite, perché poche incazzature portano anche pochi piaceri. Sono in un range emotivo un po' compresso". E proprio per uscire da quella comfort zone che rischia di diventare una gabbia, ha scelto di cambiare registro. E lo fa in questa commedia commedia contemporanea e surreale che racconta, con ironia e spirito il caos nascosto dietro il lavoro da remoto, trasformando una tranquilla casa borghese nel teatro di un’invasione tragicomica fatta di colleghi ingestibili e disastri quotidiani. Nel cast anche Sara Lazzaro, Alessandro Tiberi, Giulia Bolatti e Svevo Moltrasio e con la partecipazione straordinaria di Maurizio Nichetti. Al centro della storia c’è Giuliano, convinto che lo smart working abbia finalmente migliorato la sua vita: meno stress, più tempo libero, una famiglia serena e la possibilità di costruire un futuro migliore insieme alla moglie Laura, aspirante scrittrice in attesa del loro secondo figlio. Ma quando l’azienda minaccia di eliminare il lavoro da remoto a causa della scarsa produttività dei dipendenti, Giuliano decide di intervenire personalmente per aiutare i colleghi a "lavorare meglio". Una scelta che porterà però tutti loro - uno dopo l’altro - a trasferirsi direttamente a casa sua, trascinando la famiglia in una spirale di situazioni assurde, convivenze impossibili e follia crescente.
C’è spazio anche per ciò che lo fa ridere oggi: "Mi fa ridere Giorgio Montanini, Nino Frassica, Valerio Lundini, i Jackal e i casi umani sui social. E i commenti sotto i miei video: ho creato fan più bravi di me, molte idee le prendo da loro". Quello che non lo fa ridere affatto è "la guerra". Sui politici, invece, taglia corto: "Fanno ridere. Trump fa ridere. Peccato che non sia comico, ed è questo il problema". Infine, il teatro: la sfida più grande. "Il teatro mi terrorizza: non ho i miei mezzi, non ho il montaggio. È traumatico per me farlo, quindi ho detto: lo faccio. Se non muoio, bene". Debutta a fine ottobre con 'Spettacolo teatrale': "E' uno spettacolo con tanti attori, è una storia, una commedia. Non è un 'one man show' e nemmeno stand-up. E' una normale storia e conterrà alcuni miei personaggi". La data zero a Viterbo: "Poi ci sarà Milano, Firenze e a Roma arriverò il 20 dicembre. Però io penso ancora di non riuscire a farlo, non ho ancora iniziato le prove", conclude Maccio con la sua inconfondibile ironia che lo ha reso celebre. 'Smart Working' è una produzione Ideacinema, Italian International Film e Vision Distribution, in collaborazione con Rai Cinema e in collaborazione con SKY ed è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano e da Claudio, Federico e Jacopo Saraceni.
