(Adnkronos) - Ha trasformato il dialetto pugliese in un patrimonio nazionale e i suoi personaggi - da Oronzo Canà al Commissario Lo Gatto, dal brigadiere Pasquale Zagaria fino a Nonno Libero - sono diventati capitoli di un'Italia che ha
L'11 luglio compirà 90 anni, come festeggerà questo importante traguardo?
"Sì, molto importante. Non mi sarei mai aspettato di raggiungerlo così bene: in salute, felice e pieno di offerte di lavoro. Nemmeno quando avevo cinquant’anni mi offrirono le cose che mi offrono a novant’anni".
E che cosa le hanno offerto?
"Un film e altri progetti che avevo lasciato in stand-by".
Festeggerà in famiglia, con i suoi cari?
"Festeggerò a Termoli, che negli ultimi anni mi ha portato bene. Ho sempre festeggiato da un mio amico lì. Il festeggiamento in famiglia, invece, lo faccio due giorni prima: solo i familiari intimi, a Roma. Sicuramente qualche personaggio del mio mondo ci sarà...magari arriverà a sorpresa, non lo so".
Quale regalo desidererebbe ricevere?
"Beh, già la Rai mi ha fatto un bel regalo che io non mi aspettavo. Il docu-film 'Lino d’Italia - Storia di un itAlieno' che avevo girato sulla mia vita, che pensavo andasse chissà quando in onda, magari in seconda serata, lo mandano invece in primissima serata l'8 luglio su Rai1. Sì, perché l’avrebbero mandato proprio la sera dell’11, il giorno del mio compleanno. Ma siccome hanno paura che poi ci sia qualche partita improvvisa, non vogliono distrarre la gente che mi vuole bene e che sicuramente lo vedrà".
Come si arriva a 90 anni come lei? Qual è il segreto?
"Intanto la burrata. Mi ricordo che da ragazzino passai dal latte di mia madre alla burrata. Siccome sono nato ad Andria, che è il paese dove nasce la burrata, proprio dico questa strana combinazione. Ancora oggi la metto dappertutto perché è un piacere mangiarla. Non è che ne faccio questo grande abuso, però mi piace".
Ci sarà un reunion di 'Un medico in famiglia'?
"Se dipendesse da me l'avrei fatto già da due o tre anni fa. Bisogna ripristinare la famiglia, e ci vuole tempo. Al momento, oltre a me, ci sono Giulio Scarpati (interprete di Lele Martini, figlio di nonno Libero, ndr) ed Eleonora Cadeddu (Annuccia, nipote di nonno Libero, ndr). Siamo troppo pochi".
E uno spin-off su nonno Libero?
"L'ipotesi c'è. Non so come si faccia uno spin-off. A me 'spin-off' mi sa di una cosa proibita che si fuma", dice Banfi con la sua inconfondibile comicità. "Mi piacerebbe".
Di questi 90 anni, c’è un momento che vorrebbe rivivere della sua vita che artistica?
"Vorrei rivivere la mia vita artistica per rivedere gli amici che mi volevano bene e che sono Franchi e Ingrassia, che io ho adorato. Ma anche Arbore, che è vivo e vegeto: ci sentiamo quasi ogni giorno e con il quale lavorerei subito. Se ci dicono 'venite', noi siamo prontissimi. Io e lui che siamo affiatati".
E della vita privata?
"Con mia moglie Lucia (morta nel 2023, ndr) abbiamo vissuto oltre 60 anni di matriomiono e 10 di fidanzamento. Vorrei rivivere questa coppia come amanti e ci andremmo a nascondere in qualche casetta dove nessuno ci vede".
Ha ancora un sogno nel cassetto? Qual è?
"Se si fa in tempo, mi piacerebbe fare un film bello, moderno, dove un uomo buono come me - che ha fatto tanto bene - a un certo punto, è costretto da diventare cattivo. Ecco, mi sono stancato di fare il buono: voglio fare un po' il cattivo".
C’è qualcosa in programma anche con sua figlia Rosanna? Come sta?
"Rosanna sta alla grande. Stiamo sempre insieme, ci sentiamo 2 o 3 volte al giorno. E poi ci saranno delle novità che dirò in seguito". (di Lucrezia Leombruni)
