Gullotta: "Da Diaco un racconto che non scandalizza", Cerno: "Fascia protetta serve per Sasso"
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Gullotta: "Da Diaco un racconto che non scandalizza", Cerno: "Fascia protetta serve per Sasso"

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(Adnkronos) - Raccontare la vita di una coppia omosessuale è un fatto normale che non deve essere confinato in una "fascia protetta" come propone il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci. A dirlo all'AdnKronos è l'attore Leo

Gullotta che torna sulla riflessione relativa alla tolleranza e all'inclusione che Diaco ha voluto condividere con il pubblico di Rai2 durante una puntata del suo programma pomeridiano 'BellaMa', raccontando la scelta, fatta al matrimonio con il suo compagno, di non fare il classico tavolo con i genitori ma con i bambini dei loro amici per restituire loro un'atmosfera di naturalezza.  

"Per me - osserva Gullotta - un racconto come quello di Diaco non crea alcun tipo di allarme. E' una cosa assolutamente normale e non speciale. Bisogna sempre valutare il tipo di comportamento che una coppia - sia essa omosessuale o eterosessuale - adotta. Non faccio, e non mi appartengono, le divisioni. Ognuno dovrebbe avere rispetto nei confronti degli altri". 

Quanto poi alla proposta del generale Vannacci, e più nel complesso alla sua linea politica, "non voglio nemmeno parlare talmente è medievale. Il suo è un ritorno al passato che nessuno vuole, per carità". 

 

La proposta di Fn di una fascia protetta in tv per veicolare contenuti 'gender'? "Ci vuole la fascia protetta per quelli come Sasso". A parlare, in un'intervista con l'Adnkronos, è il direttore del 'Giornale' Tommaso Cerno, intervenendo nel dibattito che vede coinvolti il conduttore Pierluigi Diaco e il deputato di Futuro Nazionale Roberto Sasso. "Quelli che si inventano di destra non capiscono qual è il processo in corso e quindi dicono cose per stupire", scandisce Cerno. In realtà, spiega il direttore del 'Giornale', "Diaco racconta come la famiglia gregoriana, che è cambiata tante volte nella storia, perché è stata una famiglia aristocratica, poi patriarcale, poi coniugale, poi affettiva, oggi è messa a rischio dal modello della poligamia, da un lato islamista e dall'altra fluida del gender". 

Per Cerno, "il matrimonio, indipendentemente da chi è lo sposo o la sposa, che sono questioni che sono cambiate nei secoli già diverse volte, è il proseguimento della famiglia occidentale intesa come il patto davanti allo Stato, per doveri -non per diritti- e per assistenza mutua di persone adulte consenzienti che trasmettono il sapere e l'avere all'interno di un modello che resta il nostro modello, quello dello Stato liberale". Il deputato Sasso "dunque, nell'attaccare Diaco spalanca le porte al modello che vuole invece devastare la famiglia, quello islamista, quindi, o poligamico, dove comanda l'uomo e la donna è schiava, o il modello fluido che non è tanto diverso perché lì non esistono uomini e donne, quindi di fatto è la stessa cosa". 

Oggi quindi, argomenta Cerno, "chi vuole difendere la famiglia del futuro non distingue su questo aspetto ma distingue sul concetto se noi vogliamo ancora il matrimonio, se vogliamo ancora che la società scelga un'altra persona con cui perpetuare un percorso. Con chi si sposa Sasso sono affari suoi, ma certamente il suo pensiero oggi è lo stesso pensiero dell'islamismo estremo, cioè degli alleati della sinistra più radicale. Sasso dovrebbe candidarsi con Fratoianni, dovrebbe candidarsi con loro, perché confonde la destra con quel pensiero". 

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