Angelo Mai chiuso almeno un anno, servono lavori messa in sicurezza e adeguamento
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Angelo Mai chiuso almeno un anno, servono lavori messa in sicurezza e adeguamento

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(Adnkronos) - Venerdì mattina, durante un sopralluogo alla presenza delle forze dell’ordine, dell’Ispettorato del Lavoro e di una commissione del Comune di Roma, si sono chiarite le sorti dell’Angelo Mai, sgomberato

nella notte tra il 27 e il 28 giugno dalla questura di Roma. I lavori essenziali di messa in sicurezza, necessari per rimuovere i sigilli allo spazio nei pressi delle Terme di Caracalla, saranno a carico del proprietario, cioè del Comune di Roma, mentre gli ulteriori interventi di adeguamento necessari all’utilizzo dello spazio saranno a carico del collettivo. Si prefigurano, spiega un comunicato, "tempi lunghissimi, labirinti amministrativi infiniti e, soprattutto, una circostanza ormai chiara: per almeno un anno Roma sarà senza l’Angelo Mai". 

"Sono anni - ricorda l'Angelo Mai - che denunciamo quanto gli spazi della creazione a Roma siano privi di riconoscimento e valorizzazione. E quanto l’estinzione del contemporaneo sia una precisa strategia politica applicata negli ultimi anni sul piano nazionale, mai sufficientemente contrastata in questa città". La chiusura dell’Angelo Mai "prefigura sempre di più un teatro visto soltanto da poltrone di velluto, in una città che invece storicamente è stata al centro della sperimentazione tra spazi occupati, cantine, scantinati, manicomi, fabbriche e tutto ciò che può essere una sala sottratta all’asfissia del teatro borghese". 

Il collettivo ritiene di essere diventato un bersaglio simbolico. "La sensazione è che, come già accaduto in passato, l’Angelo Mai sia un buon primo nome della lista. La novità è che certe azioni sono diventate condotte esemplari che ci riportano alla mente modelli ben scolpiti del secolo scorso. Nel paradosso per cui il riconoscimento e l’apprezzamento di cui godono le tante figure artistiche e intellettuali che animano questo spazio diventano una cassa di risonanza per dimostrare quanto sia semplice chiudere una porta e mettere a tacere un’idea. Una propaganda contro il nostro mondo iniziata a livello nazionale qualche anno fa e che poco ci sorprende. Perché è proprio la comunità che l’Angelo Mai rappresenta ciò che si è voluto colpire in maniera emblematica". 

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