(Adnkronos) - “Penso che questa vicenda metta in luce la sua mancanza di moralità, di sensibilità e la sua mascolinità tossica e dimostri quanto sia profonda l'infezione che oggi affligge il governo degli Stati Uniti
mettendo in luce la depravazione dell’amministrazione Trump. Per avere un’idea del genere devi essere strafatto e fuori di testa”. Così l’attrice Susan Sarandon - in occasione della presentazione di ‘The Accompanist’ ad Alice nella Città, kermesse autonoma e parallela alla Festa del Cinema di Roma - commenta la scelta dell'amministrazione Usa di trasmettere in diretta streaming l'esecuzione di Nidal Malik Hasan, l'ex psichiatra militare autore della strage di Fort Hood del 2009.
Un caso che, secondo l’attrice, “ha riaperto il dibattito sulla pena di morte e ha riportato l'attenzione sulla depravazione di questa amministrazione. Gran parte del mondo, del resto, non pratica neppure la pena capitale. Non credo di aver visto qualcosa di così sconvolgente dai tempi dei video diffusi dall'Isis”. Sarandon poi ricorda: “Abbiamo già conosciuto un simile orrore durante la schiavitù, quando la gente si radunava per osservare uomini neri impiccati agli alberi. È qualcosa di estremamente pericoloso, terribile e profondamente disumano”.
Sarandon interviene anche sulla guerra in corso a Gaza, a poche settimane dall'arresto lampo a New York durante una protesta organizzata in concomitanza con l'intervento del premier israeliano Benjamin Netanyahu all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Non credo sia importante cosa sia successo a me per aver parlato di Gaza, ma sapere che, mentre parliamo, migliaia di persone, a cessate il fuoco in corso, continuino a essere uccise - scandisce - I bambini vengono ancora colpiti alla testa dai cecchini, vengono sepolti vivi, vengono lasciati morire di fame e non possiamo permettere che tutto questo venga normalizzato. Questo è uno dei motivi per cui è importante farsi arrestare".
"La situazione va avanti da così tanto tempo che se ne parla fin troppo poco", sottolinea Sarandon, che indossa la spilletta di Artists4Ceasefire per il cessate il fuoco a Gaza. "Film come 'Naza' - aggiunge l'attrice - e l'impegno delle persone a scendere in piazza sono fondamentali". Così come "l'impegno dei giornalisti a mantenere sotto i riflettori le uccisioni. Bisogna fare il possibile per ottenere un vero cessate il fuoco".
